Codacons: azione legale in difesa dei produttori
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
• L’ associazione dei consumatori Codacons «affila le armi legali e annuncia una azione collettiva in favore di tutti i soggetti danneggiati dalla devastazione che sta colpendo gli ulivi in Puglia». «Abbiamo deciso di lanciare una costituzione di parte offesa di massa nell’ indagine della Procura, in favore di cittadini, coltivatori e proprietari terrieri del Salento, pesantemente danneggiati dalle conseguenze del batterio Xylella», spiegano i dirigenti dell’ associazione. «Attraverso tale costituzione, infatti, i soggetti lesi dalla distruzione degli ulivi potranno avviare l’ iter per ottenere il giusto risarcimento dei danni materiali e morali subiti, nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili della diffusione della malattia o di eventuali omissioni o negligenze sul fronte della prevenzione». A fare le spese dalla grave situazione determinatasi in Puglia «non sono solo i coltivatori, ma l’ intero Salento e i suoi abitanti, i quali vedono il territorio devastato da Xylella – afferma il presidente nazionale Codacons Carlo Rienzi. «Per tale motivo invitiamo tutti i residenti della zona e coloro che possiedono ulivi nelle aree colpite dal batterio ad aderire all’ azione risarcitoria, inviando una mail all’ indi rizzo [email protected], per ricevere tutte le istruzioni sulla costituzione di parte offesa». Anche Conconsumatori Puglia fa sentire la sua voce sull’ emergenza xylella: «La Ue si comporta con gli ulivi pugliesi esattamente come fa con la Gre cia o con i migranti. Non contano le sofferenze e gli aspetti umani delle vicende, contano solo gli aspetti economici. Quelli favorevoli a Bruxelles ovviamente. Come noto, il 28 aprile il Comitato fitosanitario permanente dell’ Ue, ha dispo sto sia l’ abbattimento di tutti gli alberi infetti e sia l’ abbattimento di tutte le piante ospiti che si trovino nel raggio di 100 metri dagli ulivi malati, indipendentemente dal loro stato di salute (dunque, anche se sane). Secondo l’ avvocato Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, «la Regione Puglia, al di là delle sacrosante richieste di risarcimento danni per gli agricoltori, può fare 3 cose concrete: 1) Imporre nella fase esecutiva il metodo di te stare gli alberi vicini a quelli infetti e non tagliare quelli sani, applicando le tecniche già note di prevenzione e difesa dal batterio. Tanto è possibile interpretando la decisione del Comitato, che, invero, presenta vari distinguo e varie ambiguità, che vanno usate, anche strumentalmente se sarà il caso, per ridurre il rigore irragionevole dei burosauri europei; 2) Farsi soggetto promotore e coordinatore di una specifica azione di ricerca scientifica che, avvalendosi dei Centri di ricerca anche pugliesi (Università e Iam) costituisca una base tecnica seria per presentare all’ Europa una proposta alternativa all’ eradicazione scriteriata e, comunque, a legittimare una esecuzione delle decisioni diversa da quella voluta dai burosauri di Bruxelles; 3) Promuovere azione giudiziale dinanzi alla Corte di Giustizia Ue (ove serva processualmente, anche passando attraverso un giudizio innanzi al Tar Lazio per poi chiedere un rinvio dinanzi alla Corte), dove, sulla base dei risultati della ricerca scientifica di cui sopra, richiedere una pronuncia che applichi certo il principio di precauzione: ma lo faccia contemperando le giuste preoccupazioni espresse dall’ Efsa, con criteri applicativi ragionevoli». «Se non si farà nulla», conclude Pinto, «deve esser chiaro a tutti che la posta in gioco è la stessa sussistenza della produzione pugliese di olio di oliva nei prossimi anni. Anni, nel corso dei quali, gli altri produttori nostri concorrenti, come ad es. Turchia, Spagna, Nazioni nordafricane, saranno liberi, legittimamente, di occupare gli spazi di mercato che invece noi saremo costretti a lasciare».
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