2 Febbraio 2010

CODACONS “Attenzione agli interessi che continuano a maturare”

ROMA – L E FAMIGLIE in difficoltà (e purtroppo non sono poche) da oggi potranno tirare un piccolo sospiro di sollievo chiedendo alle banche la moratoria sulle rate dei mutui. La moratoria non è altro che la possibilità di ottenere, per un massimo di 12 mesi, la sospensione del pagamento della rata. L’ Abi (associazione bancaria italiana) garantisce che 187 istituti di credito hanno aderito all’ iniziativa. In pratica, la stragrande maggioranza delle banche italiane. LA DOMANDA di sospensione sarà accolta in presenza di tre requisiti. Il primo è che la famiglia nel 2008 abbia avuto un reddito imponibile non superiore a 40mila euro. Il secondo è che, a partire da gennaio 2009, e fino al momento della richiesta di sospensione la famiglia abbia dovuto affrontare un «grave problema», come un lutto, una malattia, la perdita del posto di lavoro o la cassa integrazione. Il terzo è che il finanziamento non superi i 150mila euro e sia servito per l’ acquisto, la costruzione, o la ristrutturazione, dell’ abitazione principale. DA IERI, quindi, chi ritiene di avere i requisiti può presentare la domanda di sospensione il cui termine ultimo è fissato al 31 gennaio del 2011. Va tenuto presente che la «sospensione» non cancella la rata da pagare, ma semplicemente la «sposta» nel tempo, mettendola in coda all’ ultima rata. Un esempio per chiarire il meccanismo: se si ha un mutuo ventennale la sospensione per dodici mesi comporterà che l’ ultima scadenza sarà al ventunesimo anno. Va aggiunto che, nel periodo di sospensione continueranno a maturare gli interessi previsti nel contratto di mutuo. LA LOGICA de lla moratoria è quella di permettere alle famiglie di superare un periodo della crisi e di pagare le rate quando le cose tornano a marciare per il verso giusto. Secondo l’ Abi la moratoria sui mutui dovrebbe interessare circa 130mila famiglie. Un’ operazione che toccherà gli 8 miliardi di euro. La «sospensione» è sì un aiuto per le famiglie in difficoltà, ma pure le banche hanno il loro tornaconto dall’ operazione. Se le famiglie non pagano una rata, per gli istituti il credito finisce tra le «sofferenze» con l’ alto rischio che possa trasformarsi in una perdita. Anche le banche, quindi, hanno tutto l’ interesse che le famiglie in difficoltà si riprendano e siano in grado, dopo la sospensione, di pagare con puntualità le rate. LE ASSOCIAZIONI dei consumatori in una prima fase hanno trattato con le banche la moratoria, ma poi non hanno firmato l’ intesa: l’ hanno siglata 13 associazioni ma non Codacons e Adusbef. A loro parere le condizioni imposte dalle banche «sono troppo restrittive» e la sospensione doveva arrivare «almeno fino a 18 mesi». Oggi, le associazioni ammettono che la moratoria può essere «una ciambella di salvataggio», ma esortano i consumatori a «verificare concretamente quale sia il costo reale dell’ operazione visto che gli interessi continueranno a maturare». A grandi linee si può tranquillamente affermare che, in previsione di un più che possibile aumento dei tassi di interesse nel corso dei prossimi anni che incideranno sulle rate sospese, solo se non è possibile fare altrimenti, è consigliabile chiedere la moratoria.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this