3 Giugno 2014

Codacons: assurdo spendere 400 mln in più

Codacons: assurdo spendere 400 mln in più

ROMA «2 giugno, una festa della Repubblica più bella, più partecipata, più sobria. In linea con i costi sostenuti lo scorso anno». Il ministro della Difesa Roberta Pinotti risponde alle critiche delle associazioni, come il Codacons, che hanno criticato l’ aumento dello stanziamento per la parata del 2 giugno. «Altro che sobrietà! La parata del 2 giugno rischia di comportare quest’ anno un abnorme e ingiustificato incremento dei costi, che passano da 1,5 milioni di euro dello scorso anno agli 1,9 milioni stimati dal ministero della Difesa per la celebrazione odierna». Il Codacons chiama in causa direttamente il Quirinale: «Già gli scorsi anni siamo stati costretti a denunciare lo sperpero di soldi pubblici che avveniva durante l’ abituale ricevimento del 2 giugno, ora annullato da Napolitano – spiega il presidente Carlo Rienzi – tuttavia in un momento di grande difficoltà per il paese in cui sono richiesti grandi sforzi economici ai cittadini, i costi per la parata del 2 giugno appaiono non solo immorali, ma addirittura una forma di spreco dei soldi della collettività», prosegue Rienzi. Per tale motivo, conclude, «chiederemo alla Corte dei conti di fare luce sulla vicenda chiamando a rispondere delle spese sostenute direttamente il Quirinale». Altre critiche alla parata arrivano dalla deputata M5S Roberta Lombardi. «Quando e perché la festa della Repubblica si è trasformata in una parata militare? «Il 2 e 3 giugno 1946 – osserva la prima capogruppo 5 Stelle alla Camera – fu un voto a trasformarci da monarchia post fascista in repubblica. Fu la democrazia a farci diventare una nazione, non la forza delle armi». La Rete italiana per il disarmo sostiene invece che il 2 giugno ad avere il diritto di sfilare sono le forze del lavoro, i sindacati, le categorie delle arti e dei mestieri, gli studenti, gli educatori, gli immigrati, i bambini con le madri e i padri, le ragazze e i ragazzi del servizio civile. Perché, sostiene la Rete, «la madre è la Resistenza antifascista, il padre è il referendum democratico: la Repubblica italiana è nata in un’ urna il 2 giugno del 1946. Per festeggiare il suo compleanno, lo Stato organizza la parata militare delle Forze armate? È una contraddizione ormai insopportabile».

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