17 Novembre 2009

Codacons annuncia un ricorso d’urgenza al tribunale per bloccare lo switch off

ROMA – Il ministero delle Comunicazioni e l’associazione del digitale terrestre DGTVi sono soddisfatti per il passaggio di quasi 4 milioni di laziali, compresa tutta la capitale, alla nuova televisione. In questo numero non ci sono gli occupanti di una residenza di prestigio come Palazzo Chigi: ieri i televisori della sede del governo, a fine mattinata, non ricevevano Rai e Mediaset. Ma anche tanti cittadini e le loro associazioni non sono affatto d’accordo con chi sostiene che lo switch off di Roma e del Lazio ha debuttato con successo. Ed è un’opinione da rispettare perché sono i cittadini, e non i maggiorenti della tv, a dover mettere mano al portafoglio (già utilizzato per comprare decoder o nuova tv) e chiamare l’antennista per cercare non tanto di capirci, ma di vederci qualcosa. «Siamo sommersi di chiamate, soprattutto di anziani», racconta un tecnico di esperienza come Paolo Pietrangeli di In Sat. «Molte richieste – spiega – si risolvono con una semplice sintonizzazione, ma questo chi chiama non lo sa. Usare i nuovi decoder è per un anziano difficile come utilizzare un computer. E non ha semplificato le cose il fatto che i ripetitori siano stati per ore accesi e spenti in continuazione». Gongolano a Sky, dove proprio in questi giorni lanciano un nuovo servizio: i migliori programmi dei giorni precedenti messi in un canale a parte per chi non ha potuto vederli in diretta o registrarli. L’emittente satellitare, e la tv via internet di Telecom e Fast Web, contano di fare molti nuovi abbonati coi loro sistemi decisamente più semplici. Abbassano i prezzi per raccogliere i delusi del digitale terrestre. Il ministero ha ricevuto ieri oltre 50 mila telefonate al numero verde. E dovrebbero aumentare, visto che molte persone solo ieri sera hanno acceso la tv. Per par condicio va anche detto che la gran parte delle telefonate risolve i problemi e che chi vede, vede tanti canali in più e con immagini di qualità molto superiore a quella dell’analogico.  Secondo gli addetti ai lavori, in pochi giorni la situazione dovrebbe normalizzarsi, ma intanto le associazioni dei consumatori scendono sul piede di guerra e il Codacons annuncia un ricorso d’urgenza al tribunale per bloccare lo switch off. E se il ministero festeggia il record di impianti convertiti (495) e di popolazione coinvolta (circa 4 milioni, di cui 2,7 milioni nella capitale, il resto nelle province di Roma e Latina), anche dal mondo della politica cresce la protesta. Il Pd, con Giorgio Merlo, parla di "incubo", e dall’Udc il parlamentare membro della Vigilanza Rai Roberto Rao denuncia "l’odissea per i cittadini del Lazio e accusa: come nei cinque precedenti passaggi definitivi al digitale, ha prevalso l’approssimazione tecnica e la mancanza di informazione». Difficile dargli torto. Almeno la sintonizzazione poteva essere simulata in tv. Per ovviare ai disagi, la Regione Lazio sta distribuendo un milione e 300 mila copie gratuite della Guida pratica al digitale terrestre. Ma a far discutere è anche la posizione dei canali nel telecomando. Il comitato di redazione di Rainews 24 protesta per la «retrocessione dal numero 16 al numero 42».

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