20 gennaio 2018

Il Codacons alza la voce sulle scuole “ingessate”

SERRAMAZZONI La giunta dice una cosa, l’ opposizione un’ altra. E fin qui sarebbe anche tutto regolare, se non fosse che di mezzo ci sono i bambini, che continuano ad andare a scuola nei moduli provvisori, il cui costo continua a gravare sui cittadini, mentre nel frattempo la tettoia con il cartello “pericolo di crollo” viene utilizzata come riparo occasionale dai passanti sorpresi dalla pioggia. Succede a Serramazzoni, alle scuole Cavani-Casolari – complesso che comprende medie ed elementari – dove i lavori di ristrutturazione e consolidamento partiti a settembre sono fermi, mentre i bambini, che in teoria avrebbero dovuto tornare nella scuola a fine 2017, continuano a fare lezione nei prefabbricati situati in diversi punti del paese. Una situazione denunciata con forza dal comitato “Scuole nuove e sicure”, che si è rivolto al Codacons di Modena: «L’ impegno era quello di riconsegnare le scuole entro la fine dell’ anno scorso – spiega il presidente dell’ associazione Fabio Galli – e i genitori pensavano di poter riportare i figli nell’ istituto magari a gennaio o febbraio. Il fatto, però, è che oggi è tutto fermo, anche perché dopo una settimana di lavori il cantiere si è fermato».Ad allarmare ulteriormente i genitori, nei giorni scorsi è arrivata la presa di posizione del consigliere di opposizione Stefano Toni, che ha parlato di «operai che, di fronte ad alcuni cedimenti incontrollati avvenuti durante i lavori, avrebbero temuto per la loro incolumità». A gettare acqua sul fuoco oggi è il sindaco Roberto Rubbiani, che fa notare che «i lavori riprenderanno al più presto: si è trattato solo di uno stop tecnico – spiega – dovuto a una riprogettazione dei lavori per rendere la scuola ancora più sicura». Basterà per tranquillizzare i genitori? Perché tra le questioni sul tavolo, oltre a quella della riapertura dell’ istituto, c’ è anche quella dei moduli provvisori, che si trovano su una frana attiva: «Nell’ assemblea pubblica del 31 agosto scorso – spiega Stefano Mapelli, presidente del comitato – ci era stato detto che la frana è sotto controllo, mentre il vicesindaco Gianaroli ha detto che gli strumenti per la rilevazione sono fuori uso da anni. Ci sembra un’ evidente incongruenza. Tutto questo mentre l’ ingresso delle scuole, dove è scritto chiaramente “pericolo di crollo”, si trasforma spesso in un “rifugio” per i passanti che non vogliono prendere la pioggia». Per il comitato, insomma, ci sono diverse situazioni difficili, anche se sulla frana è ancora il sindaco Rubbiani a far sapere che «le strumentazioni sono funzionanti, e i rilievi di alcuni giorni fa hanno dimostrato che non ci sono movimenti». Luca Gardinale.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this