Codacons all’attacco dopo i sequestri in provincia
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fonte:
- Il Resto del Carlino
ORA che il caso T-Red è scoppiato un tutta Italia, ora che l’allarme rosso’ degli impianti ai semafori attira dubbi su una marea di multe già fatte, è il Codacons a non volersi fermare. L’associazione si dice intenzionata ad andare fino in fondo per sospendere del tutto l’impiego di questi dispositivi di rilevamento del passaggio col rosso e tutelare anche chi è già incappato nelle sanzioni. IL VICEPRESIDENTE regionale Fabio Galli intravede una similitudine netta tra quanto è accaduto nei giorni scorsi (l’indagine della procura veronese ha portato a sequestrare 11 strumenti in provincia e a denunciare funzionari e amministratori, ma non in città) e il caso dei Photored a Modena nel 2004. «Ci risiamo dice Galli . Nonostante l’inchiesta, a Modena si ostinano a lasciarli accesi. L’esperienza del Photored nel 2004 prima fece apparire Modena come la capitale delle infrazioni. Poi, scoperto dal Codacons che quello strumento non era stato debitamente omologato, il sindaco Pighi, anziché restituire i soldi ai multati, disse che non era possibile restituirli. Avevamo chiesto al suo predecessore, Barbolini, di sospenderne il funzionamento in attesa di fare chiarezza sull’omologazione. Allora si trattava dei Photored. Egli ci rispose che non ci pensava neanche, era tutto regolare». «OGGI ci risiamo, stesso incubo prosegue Galli . Noi a chiedere di sospendere l’uso dei T-Red in attesa che le varie indagini in corso si concludano. E loro, l’amministrazionee, a ribadire un secco no. Dicono di no pur sapendo che la polizia municipale, quando si presenta davanti al giudice di pace di Modena, per resistere ai ricorsi dei cittadini per le multe del T-Red allega un documento di regolarità firmato dallo stesso ingegnere sottoposto in queste ore agli arresti. Quelli installati a Modena sono identici a quelli sequestrati nei cinque comuni di provincia, che gli inquirenti hanno scoperto non omologati». UN ASPETTO, questo, che porta il Codacons a chiedere al Comune di Modena un passo indietro anche se nessun provvedimento è stato per ora preso nel capoluogo. «Noi insistiamo con la richiesta di sospendere l’uso dei T-Red prosegue Galli perché questa volta non finirà come la precedente: qualcuno dovrà rispondere degli errori commessi. Nel giugno 2007, il comandante della polizia municipale disse che i T-Red erano omologati. Perché non dire ai cittadini che l’omologazione cui si riferisce è un documento che ha controllato personalmente, del quale, se necessario, sarà pronto a rispondere personalmente? O, come l’altra volta, non si è accorto che l’omologazione non era quella necessaria per quel determinato uso?»
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