Codacons, al bar per scoprire violazioni
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fonte:
- Il Gazzettino
(n.a.) Al bar per un bicchiere d`acqua o una bibita fresca ci vanno anche i volontari del Codacons. In incognito, su un campione di quasi 200 esercizi pubblici polesani – tra Rovigo, Adria , Occhiobello, Badia, Lendinara e i principali centri balneari – i volontari del coordinamento per la tutela del consumatore hanno riscontrato anomalie nel 40\% della mescita di bibite, mentre per la vendita d`acqua frazionata si arriva al 90\%. Inoltre è stata rilevata la tendenza di non rilasciare – circa nel 75\% dei casi – lo scontrino fiscale, soprattutto di sera. «Meglio stare in guardia – dice Maria Chiara Crivellari, responsabile del Codacons di Rovigo e la Bassa padovana – e chiedere rigorosamente le bibite, tè e acqua compresi, in lattina o nella bottiglia originale sempre sigillate e portate al tavolo o sul bancone». Per decreto del ministero della Sanità in vigore dal 14 marzo 2002, l`acqua dovrebbe essere venduta in bottigliette da aprire al momento della consumazione, e non più sfusa o frazionata. L`unica eccezione, su richiesta del cliente, è di consumare acqua del rubinetto. Gratuitamente. «Anche per il tè freddo bisogna richiedere la lattina – continua Maria Chiara Crivellari – altrimenti si corre il rischio di bere una bibita versata dalla solita “bottigliona“ da 2 litri e strapagarla. Meglio evitare anche le bibite in bottiglie di plastica, perché in molti casi si è riscontrata un`errata conservazione del prodotto, spesso lasciato al sole».
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