4 Gennaio 2011

Codacons: abruzzesi in campo dopo i crac Cirio e Parmalat

 
PESCARA – Sono circa 14mila in Abruzzo, su 620mila in Italia, i risparmiatori trascinati nei crac finanziari Cirio, Parmalat e Argentina. Lo denuncia il Codacons: «Si tratta di cittadini che, su consiglio delle banche, hanno investito i risparmi di una vita (30mila euro la media degli investimenti a risparmiatore, per complessivi 420 milioni di euro solo in Abruzzo) in titoli "spazzatura", carta straccia di cui le banche volevano liberarsi perchè consapevoli dell’ elevato rischio che questi presentavano». In favore dei risparmiatori traditi il Codacons lancia anche in Abruzzo la campagna "Riprendiamoci il maltolto". Forte di una serie di sentenze favorevoli che riconoscono agli investitori rimborsi integrali delle somme investite per l’ acquisto di titoli Cirio, Parmalat e Bond Argentina, l’ associazione ha avviato una campagna tesa a portare in Tribunale le banche che hanno venduto titoli spazzatura, al fine di ottenerne la condanna alla restituzione del denaro. La più recente sentenza è del Tribunale di Bologna: «La banca non ha provato di avere informato il cliente in modo significativo e sostanziale per decidere consapevolmente: nulla riferisce l’ ordine sottoscritto circa le avvertenze in concreto ricevute, contrariamente a quanto richiede la disposizione regolamentare». Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «I tribunali di tutta Italia ci hanno dato ragione. La dinamica è sempre la stessa: la banca ha nel proprio portafogli titoli prossimi al crac e decide di disfarsene collocandomi presso i piccoli risparmiatori, senza avvisare dell’ elevato rischio dell’ investimento. Ai cittadini, spesso anziani privi di qualsiasi nozione di politica bancaria, viene furbescamente fatto firmare un foglio dove essi si assumono piena responsabilità dell’ alto rischio dell’ operazione. L’ unico modo per riavere indietro i soldi è interrompere la prescrizione e citare in giudizio gli istituti di credito. Per questo invitiamo i risparmiatori traditi dell’ Abruzzo a collegarsi al sito www.codacons.it e seguire la procedura indicata per aderire alla campagna "Riprendiamoci il maltolto"».

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