4 Aprile 2011

Codacons – A Siena la spesa meno cara d’Italia.

Aosta è la città più costosa: per gli stessi prodotti da noi si risparmia il 28%. Il carrello dei generi alimentari figura come il più risparmioso.

 
Contrasti dei nostri tempi: Siena risulta la città dove la spesa è meno cara d’Italia e contemporaneamente arriva la notizia di tre rumeni finiti nei guai perchè sorpresi a rovistare, e di conseguenza…rubare, nei cassonetti della Caritas. Dunque, da una parte insistono gli elementi che confermano alla città i requisiti del ben vivere, con tariffe e prezzi ragionevoli, e dall’altra aumentano a vista d’occhio piaghe di povertà che fanno riflettere. Non solo Microcredito ci offre ogni giorno lo spaccato di un disagio sociale che si modifica come non mai, ma colpisce chiunque il fatto che tre persone finiscano accusate di tentato furto per essersi impossessate di materiale destinato ai poveri, forzando il lucchetto del contenitore. Una violazione certo… una appropriazione indebita, giustificata dal fatto di inviare quegli indumenti, destinati ai poveri, ai parenti poveri in Romania. Per questo subiranno un processo e probabilmente una condanna e magari saranno ancora più poveri. Nel frattempo le statistiche ci rallegrano: rispetto ad Aosta, città neanche tanto grande, a Siena si risparmia il 28 per cento sulla spesa di generi alimentari. Insomma, si mangia con molto meno! Ad Aosta, la città più cara d’Italia, il carrello della spesa arriva a costare fino a 800 euro in più l’anno. Secondo un’indagine condotta dal Codacons, insieme al sito specializzato www.spesafacile.com, il capoluogo valdostano batte infatti tutte le altre 109 province italiane, arrivando a costare il 28% in più rispetto alla più economica Siena. Lo studio ha preso in esame un paniere composto da 28 beni, rappresentativi della spesa settimanale tipo di una famiglia media. Nel carrello sono stati inseriti quindi generi alimentari come latte, uova, pane, pasta, carne bovina, e beni legati alla persona come sapone, detersivo e dentifricio. Il risultato indica Siena al vertice della classifica del risparmio. Quasi inaspettatamente risulta che da noi, per acquistare il paniere di beni individuato, si spendono 49,83 euro, meno in assoluto. Ad Aosta, per gli stessi prodotti, si spendono 63,83 euro, ossia 14 euro netti in più di Siena (+28%). Tra le città più economiche figurano molti centri del Sud: al secondo posto si piazza Vibo Valentia (50,29 euro) e al terzo Potenza (50,98 euro). Al contrario tra le più care sono soprattutto città del Nord. Il Codacons evidenzia proprio che tra le città meno convenienti vi siano ben tre province della Lombardia (Lecco, Varese e Sondrio) e tre del Piemonte (Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola). Guardando ai prodotti inseriti nella lista della spesa, alcuni registrano prezzi estremamente diversificati a seconda della città: ad esempio il riso (1 kg) lo si può trovare a 1,50 euro a Potenza e a 4,84 euro a Nuoro, con una differenza che arriva al 220%; il tonno in scatola (confezione da 3 x 80 gr) passa da 1,80 euro di Siena a 4,49 euro di Aosta (+149%); 12 rotoli di Carta igienica costano invece 6,98 euro nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola e 3,35 euro a Isernia (differenza del 108%). “Le differenze esistenti tra le varie città d’Italia sotto il profilo dei prezzi al consumo, incidono pesantemente sui bilanci delle famiglie e sul loro potere d’acquisto – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – basti pensare che, facendo una spesa completa (non solo i 28 beni dello studio) nella città più conveniente, a fine anno si avrà un risparmio pari a circa 800 euro a famiglia rispetto alla più costosa”

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