4 Novembre 2013

Codacons: +25% Le cremazioni sono in aumento, Sicilia in controtendenza

Codacons: +25% Le cremazioni sono in aumento, Sicilia in controtendenza

Una scelta del genere in anni passati veniva
presa per ragioni culturali o di fede, o per ri-
spettare una volontà espressa quando si era
ancora in vita. Stiamo parlando della crema-
zione, un uso in crescita in Italia, anche se la
motivazione che adesso spinge sempre di
più verso questa scelta è la crisi economica.
Negli ultimi due anni, come si apprende da
un  rapporto del Codacons, c’è stato un boom
nello Stivale con un +25% delle cremazioni,
preferite alle classiche tumulazioni.
Per capire questo fenomeno, basta mette-
re a confronto le tariffe. Per il servizio di cre-
mazione a Palermo bisogna sborsare 461 eu-
ro, mentre per la tumulazione poco più di
500euro.Ladifferenzastanelfattoche,invir-
tùdell’ultimaleggeapprovatainmateria,do-
polacremazione,sipossonoportarevialece-
nerisenzal’obbligodipagareneglianniilde-
positoinunacellettadiuncimitero,comeav-
viene invece per le tumulazioni. Rispetto al
capoluogo siciliano, per le cremazioni si ri-
sparmia,invece,aMilanodovesipaga266eu-
ro.PiùaltiiprezziaRoma,318euro,eaGeno-
va,366euro.IlprezzodiPalermovienesupe-
rato a Torino con 478 euro. Per fare un con-
fronto, a Roma l’inumazione costa 552 euro.
Il costo medio di un loculo in concessione
trentennale èdi duemila euro mentre la con-
cessioneperun’areadovecostruireunatom-
badifamigliavariatraiseimilaei25milaeu-
ro. Insomma, tra cremazioni e inumazioni si
parla di risparmi nell’ordine delle migliaia di
euro.
Al dato generale italiano fa da contraltare
quello della Sicilia. Assieme alla Valle D’Ao-
sta,infatti,èlaregioneincuinel2012sièavu-
to un calo rispetto al 2011. In Valle D’Aosta
del 13,5% e nell’Isola addirittura del 61,8%.
AncheseperquantoriguardalaSiciliavasot-
tolineato ancora una volta il dato di Palermo
dovecremazioni sono aumentate del 300%.
FralealtreregionilepiùconvintesonoSar-
degna,EmiliaRomagnaeUmbriadovelacre-
scita è del 63,9%, del 32,8% e del 31,7%. In
EmiliaRomagnaspiccaildatodiBolognado-
velecifrenelcorsodiunannosonocresciute
di quattro volte, l’aumento è del 318,5% pas-
sandoda596a2494cremazioni.Oppurequel-
lo di Cesena dove invece sono triplicate con
un aumento del 187,3% passando da 481 a
901cremazioni.InToscanac’èilcasodiArez-
zodovenel 2010non esistevala possibilitàdi
cremazione. Si è partiti nel 2011 e nel 2012 le
cifre sono raddoppiate (+133,2%). Ma la ten-
denza è confermata anche in Piemonte
(23,6%), nelle Marche, (25,9%) e in Puglia
(26,4%).
Asceglierelacremazionesonosoprattutto
quellicheabitanonellegrandicittà,doveici-
miteri hanno sempre meno disponibilità e
dove ci sono le strutture: a Milano 60 defunti
su 100 vengono cremati e a Roma uno su tre.
ALambrate(Milano)sièdecisodipotenziare
il servizio di cremazione. Le richieste nei pri-
misettemesidel2013sonostate7.102,maba-
sta pensare che in tutto il 2009 furono 7.611,
perbalzarenel2012a11.764.NelrestodelPa-
ese, invece, la cremazione è meno diffusa: la
media nazionale arriva appena al 14,3 per
cento.
Insomma, i numeri fanno pensare a un
continuoaumentodelfenomenoancheseso-
noancorabenlontanidaquelliregistratiinal-
tri Paesi. In Giappone, ad esempio, le crema-
zioni sono quasi la totalità per ragioni cultu-
rali ma anche in Paesi di aree diverse come
Regno Unito, Repubblica Ceca o Slovenia, il
tasso è molto alto: quasi 8 defunti su 10 ven-
gono cremati. In Europa la media è del40%.
Epoic’èiltema sulluogoin cuiunaperso-
nadecidechevenganosparselepropriecene-
ri.AMilano,adesempio,c’èilGiardinodelRi-
cordo a Lambrate, un’area dove vengono di-
sperse le ceneri. Sono in tanti, invece, quelli
che scelgono di disperdere le proprie ceneri
al largo della costa, in mare, presso i laghi, i
fiumi, i torrenti, piuttosto che sui monti, o
nei boschi. Ma sono anche in tanti quelli che
chiedono di essere «riportati a casa». Anche
questa usanza è in crescita in Italia.
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