21 Giugno 2021

Coca Cola, scontro tra titani (e qualche nano)

Ronaldo platealmente mette da parte la bottiglietta di Coca Cola in una sua conferenza stampa per sottolineare che lui beve acqua. Fedez invece fa un video, s’intitola “Mille”, insieme con Achille Lauro e Orietta Berti (si salvi chi può) in cui fa pubblicità alla Coca Cola e il Codacons, bestia nera di Fedez, lo denuncia all’Antitrust per pubblicità occulta (anche se in realtà da qualche parte nel filmato si legge che Coca Cola ha pagato per quel “product placement” nel video…).

Fermiamo le bocce. Perché questa roba – che non interessa nessuno ed è infinitamente meno importante di tante altre cronache economiche – merita invece un approfondimento? Perché, scherzando scherzando, riguarda centinaia di milioni di follower che, ahiloro, in quest’epoca disgraziata, seguono sia Ronaldo (300 milioni) che Fedez (una trentina di milioni in tutto, pur sempre enormemente troppi) e si fanno appunto “influenzare” dai loro giudizi.

Ebbene: premesso che chi scrive gusta la Coca Cola – per la precisione nella versione ”Zero”, senza zucchero – da anni ed è un anti-proibizionista convinto rispetto a tutte le dipendenze leggere che costellano la nostra vita, diciamolo subito: non c’è bisogno di Ronaldo ma basta una brava nonna per far capire a un bambino intelligente che tutte le bevande gasate e zuccherate (tutte, anche l’italianissimo chinotto) vanno bevute con moderazione.

Moderazione: ecco la parola chiave.

E qui casca l’asino, direbbe Totò. Tutta la comunicazione di Fedez, dalle disgustose (per chi scrive) pitture di cui si è ricoperto all’espressione che adotta quando parla, ad ogni sillaba che dice e a ogni smorfia che fa e a ogni nota che intona, tutt’è fuorchè moderata. Premesso – anche qui – che l’antipatia ha il suo legittimo spazio nell’orientare le nostre scelte e la loro dignità di libera espressione e che a chi scrive, per quel niente che la cosa rileva, Fedez sta simpatico come un ascesso dentario, bisogna dirlo: di Ronaldo ne nasce uno ogni dieci anni, e chi fa sport a quel livello sarà un privilegiato ma è senza dubbio uno che fatica e fa una vita di grandissimo impegno, mentre solo in Italia ci sono a dir poco diecimila possibili diversi Fedez che non si sostituiscono a lui solo perché non è capitato a loro di essere scelti da una macchina delle webstar che fa impallidire per artificiosità la migliore Hollywood dei tempi analogici.

Detto ciò, attenzione anche ai buonismi di Ronaldo: sia perchè se c’è un’industria globale che vive di sponsorizzazioni, e si fa sponsorizzare da chiunque paghi, senza mai andare per il sottile, quest’industria è il calcio e sia perchè in generale chi è ricchissimo e famosissimo come Ronaldo (issimissimo) e Fedez tendenzialmente se vuol fare opere di bene le faccia sul serio, cioè elargendo tanto e non dicendolo. Quando ostentano le loro virtù la cosa puzza. Per chiarimenti rileggersi il passo del vangelo sull’obolo della vedova e quello sulla finta elemosina dei farisei.

Dunque? Dunque stabilirà l’Antitrust se ha ragione il Codacons ad attaccare Fedez per il video o se ha ragione il cantante. Ma è pur sempre interessante che ogni tanto si levi qualche voce “contrarian” contro queste discutibili icone della Rete. In tal senso, inevitabilmente, in questo duello che dura da tempo tra il Codacons e i Ferragnez, appunto Fedez e la consorte Chiara Ferragni, bisogna fare il tifo per il Codacons. I Ferragnez non saranno cattivi, per carità. Ma il Codacons è sicuramente “il buono” della storia. E’ Davide che sfida Golia. Detto questo, chi vuole si beva una bella Coca Cola, che se piace a così tante persone da così tanti anni qualche virtù la deve pure avere. (s.l.)

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