Coca Cola e toast a 1-7 eurole trappole di bar e ristorantiche mettono in fuga i turisti
-
fonte:
- la Repubblica
prezzi folli, le guide rilanciano: “comprate al supermercato” i prezzi esorbitanti (che talvolta per gli stranieri crescono ulteriormente) sono un pessimo biglietto da visita per expo: tanto che molte comitive evitano di consumare e ci sono ormai compagnie di pullman che offrono acqua e panini a bordo.
(segue dalla prima di Milano)V-ANNIc’ è crisi che tenga: iprezzi sono alti, e da fore stieri – peggio ancorastranieri – lungo le vie più battute si resta spennati. Non proprio un bel biglietto da visita, ameno di 2-2 mesi dall’ Expo, con isuoi 2-0 milioni di visitatori attesi di cui almeno 6 dall’ estero.B-AR E R-ISTORANTI Uno spuntino in Galleria arriva a costare anche una quarantina di euro. Un conto che lievita se a cercare ristoro è una famiglia, e al seguito ci sono ancheuno o due bambini. «Un toast euna Coca Cola in lattina, per favore ». Spuntino in versione super minimal, sulle sedie bucherellate in vimini del Bar Si, gelateria a metà strada fra piazzaDuomo e piazza della Scala. Ghiaccio e limone nel bicchiere. E una piccola ciotola di oliveverdi per l’ attesa. Costo: 1-7 euro. Per il caffè, ma in versione” ice” vista la stagione, nei localicon i menù tradotti in più linguedi piazza San Babila difficilmente si spendono meno di 5euro. Come al Caffè delle Colonne, dove non ci si fa mancare lo scontrino “creativo”: diverso, cioè, a seconda se chi ordina è straniero o meno. Se uncaffè shakerato viene chiesto daun italiano, la ricevuta è di 5 euro. Ma basta ordinare “an iced coffee for me, please” e il contoconsegnatosul piattino cambia: 5,50 euro. Stesso tavolino, stessa richiesta a pochi minutidi distanza. E così, fingendosituristi stranieri, ci si aggiudicano 5-0 centesimi come sovrattassa. In un tour di Duomo edintorniche si rispetti, poi, nonpuò mancare il gelato: scontrino da 6 euro per una coppa limone e fragola seduti sotto iventilatori del caffè San Babilache nebulizzano acqua. Comedire due euro a pallina.I F-ORUM O-NLINE Che i ristoranti del centro diMilano siano «una trappola perturisti e niente più » lo scrivonoonline in mille lingue diverse visitatori da tutto il mondo. Per accorgersi del fastidio con cui i turisti reagiscono a conti a doppiacifra per cappuccini e lattine diCoca Cola, basta leggere le recensioni su Tripadvisor, il piùdiffuso portale al mondo di recensioni fatte da viaggiatori. Frai bar e i ristoranti nel raggio di200 metri dal Duomo sono pochissimi a ottenere la sufficien-za nei voti. E a raggiungere l’ eccellenza (quattro stelle su cinque) è solo Luini in via Santa Radegonda, che vende panzerottia 2.50 euro. Per il resto, scorrendo i commenti si incontrano pochi apprezzamenti e moltissimecritiche. Le recensioni dei turistihanno titoli come «Senza vergogna », «Ma quanto se la tirano », «Prezzi da denuncia ». L’ utenteJeremain, olandese, racconta «l’ umiliazione di pagare 4-5 europer una pizza più cattiva di quelle che si trovano nei supermercati a Rotterdam ». Beby, viaggiatrice belga capitata «per sbaglio » in un bar di via Dante, lamette sul ridere: «Non sapevoche gli italiani sapessero cucinare anche la plastica! Il mio panino sembrava proprio di plasticae costava 1-2 euro ». Meno gioviale Helmut, evidentemente tedesco: «Se in Germania fai pagare90 euro per un pranzo scadentee non rilasci ricevuta vieni denunciato e magari ti chiudono ilbar » .L-E A-LTERNATIVEL’ ecodei prezzi folli dei bar eristoranti del centro, tramite ilpassaparola e le guide turistiche( stampate e online), è giunta intutta Europa e oltre. E i turisti siattrezzano come possono. «Purtroppo la cattiva fama dellaristorazione turistica milanese ètale che molti rinunciano deltutto a mangiare in città – diceFausta Ferrini, guida professionista dal 1-995, iscritta al prestigioso Centro Guide milanese – ormai nove tedeschi su dieci, adesempio, scelgono di dormire allago di Como o di Garda, passano in città appena qualche ora enon consumano a Milano alcunpasto. Fanno apposta una prima colazione abbondante inhotel, così non devono buttarevia decine di euro per cibo riscaldato al microonde ». Le guide consigliano letteralmente dirifornirsi di bibite fresche al supermercato Billa di via Torino, eci sono compagnie di pullmanche si sono attrezzate per vendere ai turisti bottigliette d’ acqua a-1 euro e tramezzini a 3.50 senzadovere nemmeno scendere dalla vettura.V-ERSO E-XPO A lanciare l’ allarme è l’ associazione dei consumatori Codacons. «Per accogliere i visitatoridi Expo 2-015, Milano dovràcompletamente ritarare l’ offerta per quanto riguarda i pubblici esercizi – dice il presidente Marco Donzelli – i prezzi sonoforse adeguati al tradizionale turismo fieristico e, più in generale,business,ma vanno rivisti pervenire incontro al pubblico atteso all’ Esposizione, in buonaparte composto da scolaresche ». Secondo l’ ultima ricercadi Codacons, l’ Italia è il paesepiù caro fra quelli dell’ area mediterranea in cui trascorrere levacanze. E a Milano spetta il record poco invidiabile di capoluogo di regione italiano con i ristoranti più cari. Partendo daidati Istat di luglio, l’ associazionerileva come a Milano (non soloin centro) per una pizza e una bibita in lattina si spendano in media 1-0,35 euro, coperto escluso. A Roma la media è di 9,19, a Napoli di 6,68. E Milano è anche frale città italiane dove il caffè bevuto al bancone del bar si pagapiù caro: una media di 0,97 eurocontro gli 0,84 di Roma. «Tutti idati sui prezzi in bar e ristorantia Milano sono viziati dal costoesorbitante degli affitti che i gestori sono costretti a pagare, soprattutto in centro », dice Giuseppe Gissi, vicepresidente dell’ associazione Epam e titolare didiversi ristoranti in via Dante.© R-IPRODUZIONE R-ISERVATALa città per i turisti /5-La città per i turisti /5.
t-iziana d-e g-iorgiofranco
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: bar, marco donzelli, Milano, Prezzi, ristoranti, tariffe
