14 Marzo 2019

Clima intimidatorio e maltrattamenti in una scuola di Zungri

Marialucia Conistabile Zungri Bimbi maltrattati nell’ aula di una scuola. Un refrain che ritorna nel Vibonese dove due insegnanti, ieri mattina, sono state sospese dal servizio in seguito a un’ ordinanza di obbligo di dimora disposto dal gip del Tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri della Stazione di Zungri le due maestre, di 65 e 51 anni – entrambe di Vibo – avrebbero esercitato vessazioni psicologiche, più che maltrattamenti fisici, tanto da ridurre gli alunni in uno stato di soggezione e di vera e propria sudditanza. Alle insegnanti viene contestato il reato di maltrattamenti in famiglia posto in essere nei confronti degli alunni della prima elementare della scuola del piccolo centro del Vibonese. A dare l’ input alle indagini, protrattesi dall’ inizio dello scorso dicembre a gennaio, la segnalazione ai carabinieri da parte delle madri di alcuni bambini preoccupate dal fatto che i piccoli erano restii a recarsi a scuola, da dove spesso tornavano con le guance arrossate, e comunque avevano assunto comportamenti da far pensare a qualche problema sorto in aula. Questo avveniva lo scorso novembre. Da qui le indagini tecniche, nel senso che nell’ aula sono state piazzate alcune telecamere e quelle tradizionali condotte dai militari della Stazione di Zungri – con il coordinamento della Procura di Vibo e della Compagnia di tropea, guidata dal capitano Nicola Alimonda – da cui sarebbe emerso un quadro gravemente cautelare a carico delle due maestre. Nello specifico i militari hanno potuto documentare minuziosamente come le insegnanti, entrambe sospese dal servizio, facessero sistematicamente ricorso alla violenza fisica e psicologica nei confronti dei piccoli scolari. Violenza che si concretizzava nell’ utilizzo di urla, minacce, insulti e percosse e che si traduceva in un clima di generale intimidazione e soggezione. Da qui il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari di Vibo Valentia su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha concordato con le evidenze investigative riportate dai carabinieri. I magistrati, infatti, hanno ritenuto il comportamento delle insegnanti non solo indifferente ai compiti educativi a loro demandati ma anche avulso dai comuni principi di educazione e buon senso. «Affidiamo tutto nelle mani della magistratura – ha commentato ieri mattina Licia Bevilacqua, dirigente reggente della scuola – e davanti a prove evidenti le maestre ne risponderanno nelle sedi opportune. Al momento, comunque, così come prevede il regolamento, le insegnanti sono state sospese dal servizio». Al tempo stesso la dirigente reggente non ha mancato di condannare quanto accaduto definendo «esecrabile» il comportamento delle maestre soprattutto in un luogo deputato alla tutela della serena psico-fisica degli alunni. Intanto Antonio Marziale (Garante per l’ infanzia e l’ adolescenza della Regione) e Carlo Rienzi (presidente Codacons) sollecitano il varo della legge, bloccata in Senato e l’ installazione di sistemi di videosorveglianza in tutte le scuole. L’ ennesimo caso di violenzaè stato portato alla lucedai carabinieri della Stazione.

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