14 Aprile 2018

Clima di terrore negli ospedali

il pronto soccorso come una trincea. e il codacons chiede aiuto all’ esercito
PALERMO Un infermiere di 50 anni è stato aggredito giovedì sera nell’ ospedale Civico a Palermo due volte nel giro di poche ore. Gli episodi sono stati denunciati dai vertici dell’ azienda sanitaria alla polizia. Il primo scontro è avvenuto tra l’ infermiere e i tre parenti di una ragazza arrivata al pronto soccorso dopo un incidente stradale: per lei è stato dato un codice verde. I tempi d’ attesa fra gli accertamenti, la valutazione ortopedica e quella neurologica sembrerebbero essere stati un po’ più lunghi del necessario. Questo ha provocato la rabbia dei familiari che avrebbero preteso di avere risposte nel più breve tempo possibile. Quindi via a offese e spintoni, interrotti grazie all’ intervento della guardia giurata in servizio al pronto soccorso e di qualche paziente. Dopo un’ ora il medico in servizio e lo stesso infermiere sono stati costretti a chiudersi dentro uno sgabuzzino aspettando l’ arrivo della polizia. Protagonista di un’ altra aggressione il padre di una bambina arrivata al pronto soccorso. L’ uomo, grazie a qualche conoscenza nell’ ospedale, sarebbe arrivato nella zona che al momento è inaccessibile al pubblico. Avrebbe preteso una visita urgente per sua figlia. L’ infermiere, per proteggere il medico donna, ha chiuso una porta e l’ uomo l’ ha sfondata. A quel punto l’ aggressore ha iniziato a inseguire l’ infermiere e lo ha colpito con alcuni pugni. Medico e infermiere sono riusciti a trovare riparo nello sgabuzzino e sono rimasti lì prima di essere liberati dalla polizia dopo qualche decina di minuti. Ormai è un’ escalation. Massimo Geraci, responsabile regionale per le aree di emergenza del sindacato Anaao Assomed, alza i toni: «Non è possibile che gli agenti di polizia non possano allontanare queste persone perché non c’ è la flagranza. Servono regole d’ ingaggio diverse per garantire la sicurezza in questi delicati posti di lavoro dove si svolge servizio pubblico. Per questo come sindacato chiederemo urgentemente un incontro al prefetto di Palermo. Quanto succede nelle aree di emergenza non è dovuta alla sola inciviltà di chi vi accede – aggiunge -. Le aggressioni e le minacce continue sono determinate da un aumento esponenziale degli utenti che sono costretti a rivolgersi alle aree di emergenza. Alla base delle continue aggressioni ci sono scelte politiche. Se le aree di emergenza sono pensate per accogliere cento e invece ne arrivano mille pazienti è quasi fisiologico che si verifichino ogni giorno queste situazioni. Bisogna decongestionare l’ emergenza ampliando i posti letto per i ricoveri. Solo questa è la strada per riportare la serenità nei pronto soccorsi». Alla luce degli ultimi episodi il Codacons, dopo l’ ennesima aggressione all’ ospedale Civico di Palermo, ha inviato la richiesta al Governo nazionale chiedendo l’ invio dell’ esercito in Sicilia negli ospedali e nelle Guardie mediche per tutelare l’ incolumità del personale medico e paramedico. «La sanità pubblica in Sicilia versa in condizioni sempre più critiche – afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons – da un lato per esami diagnostici (risonanza, tac, mammografia, gastroscopie ecc.) i cittadini devono aspettare anche un anno, con evidenti danni per chi necessita di controlli medici, dall’ altro i pronto soccorso e le guardie mediche si trasformano sempre più spesso in una specie di limbo, con aggressioni e violenze di ogni tipo a danno di chi opera nel campo della sanità. Chiediamo dunque un intervento repentino e risolutivo che dia nuova dignità alla sanità siciliana, anche attraverso l’ invio dell’ esercito nelle strutture pubbliche». Intanto la Cgil Palermo e la Funzione pubblica hanno deciso di tenere per lunedì prossimo, dalle 13 alle 14.30, un’ iniziativa di mobilitazione davanti al pronto soccorso dell’ ospedale Civico per esprimere solidarietà agli operatori sanitari. E la Cisl reclama un piano di sicurezza.

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