24 Maggio 2011

Clienti truffati dall’ assicuratore

I suoi clienti hanno versato centinaia di migliaia di euro in polizze vita scoprendo poi che erano del tutto false, nel senso che il promotore finanziario della agenzia Ina Assitalia di Ferrara, oggi allontanato dal servizio, ne intascava i soldi senza versarli all’ agenzia. Il promotore, Paolo Grassi di Ferrara, con una esperienza di lunga data in questo servizio, è stato così denunciato alla procura cittadina dall’ associazione consumatori Codacons. E’ stata la stessa Codacons, attraverso uno dei propri legali, nonché vicepresidente dell’ associazione, Bruno Barbieri, a rendere nota la notizia della denuncia inoltrata alla magistratura dopo aver raccolto una decina di segnalazioni di clienti che si dicono raggirati. Il «buco» sarebbe stato conteggiato in non meno di 500mila euro, visto che tra i casi segnalati vi sono quelli di un cliente che ha versato 300mila euro e un altro 82mila e altri ancora per cifre tra i 20 e i 50mila euro. Il promotore Paolo Grassi stampava moduli ufficiali dell’ agenzia, li compilava con i dati dei suoi clienti, ne intascava i soldi ma non dava mai lo scarico all’ agenzia, intascandosi i soldi: che fine abbiano fatto, lo stabiliranno le indagini che sono state sollecitate dal Codacons che nel proprio esposto-denucnia ha ipotizzato i reati di truffa aggravata, appropriazione indebita e uso e compilazione di assegni in bianco. Quelli che versavano i clienti, fidandosi ciecamente di Grassi con il quale da 20 anni avevano un rapporto di fiducia senza tentennamenti. L’ agenzia Ina Assitalia di Ferrara, dopo essere venuta a conoscenza di questi casi, ha allontanato ad aprile il proprio promotore dall’ ufficio, ma ora come sottolinea l’ avvocato Barbieri «si attende che l’ assicurazione faccia fronte agli ammanchi causati dal proprio funzionario, anche perché il sospetto, da elementi in nostro possesso – ha spiegato Barbieri – i casi potrebbero essere centinaia». Ina Assitalia ha interessato della vicenda i propri ispettori nazionali e locali e sono in corso le verifiche, visto che diversi clienti hanno già avuto colloqui con questi funzionari per valutare le varie posizioni, da ricostruire una per uno. «Ciò che ci ha dato più fastidio – ha spiegato in una conferenza stampa Barbieri per Codacons – è che alcune persone chiamate dagli ispettori sono stati ritenuti loro stessi corresponsabili, in quanto avevano pagato in contanti o con assegni circolari e non bancari e dunque è stato asserito che era colpa loro». «Noi come Codacons – ha continuato – non ci siamo limitati a raccogliere queste affermazioni, ma uno dei nostri stessi consulenti, fingendosi parente di un cliente, era presente ai colloqui in cui gli ispettori, di fatto, hanno attribuito corresponsabilità ai clienti. E’ stato in questa occasione che abbiamo avuto la percezione, fisicamente, vista la pila e mole dei fascicoli, che potrebbe trattarsi di un centinaio di clenti». I fatti sono venuti alla luce nel marzo scorso quando i primi clienti hanno chiesto un riscatto delle polizze, versate al promotore. Dopo rinvii nei pagamenti è emerso che il promotore non poteva far fronte alle richieste e da qua le prime denunce. L’ esposto è stato presentato alla procura ai primi d’ aprile ed ora si attendono gli sviluppi giudiziari, con gli atti dovuti da parte della procura cittadina.
 

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