7 Gennaio 2020

“Clausole vessatorie su biglietti e abbonamenti”, il faro dell’ Antitrust sul Cagliari e altri 8 club di A

L’ Antitrust ha avviato nove procedimenti istruttori nei confronti di altrettanti club di Serie A per “clausole vessatorie nei contratti di acquisto di abbonamenti e singoli biglietti per le partite” di calcio. Tra le società nel mirino c’ è anche il Cagliari, assieme ad Inter, Milan, Roma, Lazio, Juventus, Genoa, Udinese e Atalanta. Si tratta, in particolare, di clausole che non riconoscerebbero il diritto ad ottenere il rimborso di tutto o parte dell’ abbonamento o del biglietto in caso di chiusura dello stadio (o di parte dello stesso) o rinvio della partita. E non riconoscerebbero il diritto dei tifosi ad essere risarciti se gli eventi fossero direttamente imputabili alla società. “L’ attività istruttoria fa seguito – precisa l’ Antitrust – al mancato accoglimento dell’ invito rivolto dall’ Autorità alle nove società lo scorso 8 maggio, tramite una comunicazione di moral suasion con cui era stato chiesto ai club di adottare iniziative dirette a rimuovere le evidenze appena richiamate”. A quell’ invito, rivolto a 11 squadre, hanno risposto positivamente solo Bologna e Parma, che hanno modificato le loro condizioni generali di contratto “rimuovendo i profili di possibili vessatorietà”. Così per entrami i club emiliani la procedura è stata archiviata. Le clausole oggetto di istruttoria, spiega l’ Antitrust, “potrebbero risultare vessatorie” perché “escludendo o limitando la responsabilità delle società di calcio, parrebbero suscettibili di introdurre un significativo squilibrio a carico dei consumatori nelle prestazioni contrattuali”. E contro i club potrebbe anche partire una class action del Codacons, che si è subito fiondato sulla vicenda: “Finalmente l’ autorità ha deciso di vederci chiaro, perché le clausole spesso nascondono condizioni a svantaggio degli utenti. Se saranno confermati gli illeciti saremmo di fronte a un danno per milioni di euro per i tifosi, considerato il gigantesco business generato dal calcio in Italia”, afferma il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi. (Unioneonline/L)

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