17 Gennaio 2020

Classi sociali a scuola, genitori inviperiti dopo la denuncia di Leggo: “Parole molto gravi”

«Quelle frasi sul sito erano una vergogna, non ci rispecchiano assolutamente: siamo famiglie per bene, nessuna divisione assurda tra bambini». Non vogliono affatto passare per classisti, i genitori dei plessi dell’ I.C. di via Trionfale, a Roma, finito nella bufera per alcune frasi della presentazione sul sito della scuola in cui si spiegava che le varie sedi sono frequentate rispettivamente da bambini di ceto medio-alto, medio-basso e dell’ alta borghesia con figli di colf e badanti. Leggi anche Roma, descrizione choc sul sito di un istituto: «Qui l’ alta borghesia, lì i figli dei poveri» Leggi anche Ic Trionfale Roma, il ministro: «Assurdo, ora spiegazioni». E la scuola corregge presentazione Leggi anche Roma, dopo la denuncia di Leggo sulla discriminazione a scuola, interviene il ministro: «Pubblicare censo alunni non ha senso» LO SCANDALO Denunciata da Leggo, la vicenda ha scosso il Ministero dell’ Istruzione che ha chiesto l’ immediata rimozione dal sito di quelle frasi assurde. E ieri, fuori dalla scuola, non si parlava d’ altro. PAROLE INCREDIBILI «La scuola spiega un papà che si trovava nei pressi del plesso dell’ alta borghesia di via Vallombrosa – ha fatto una figuraccia. Ma non ha nulla a che vedere con noi: non so che lavoro fa il padre del compagno di classe di mio figlio. E neanche voglio saperlo». Tutt’ altro tono su via Assarotti, davanti al cancello della scuola materna dei bambini di estrazione medio-bassa: «I miei figli sono cresciuti in questo istituto perché abitiamo qui davanti, mai avrei immaginato che la scuola considerasse i miei bambini in quel modo». Quella presentazione ha scosso gli animi, alcune mamme assicurano di non averla mai letta, altre che quelle parole sono state fraintese. RICHIESTA DISATTESA Ma c’ è anche chi, ieri, ha raccontato che alcuni genitori avevano già sollevato il problema chiedendo alla scuola di rimuovere quelle descrizioni improprie. Ma la risposta fu negativa: «Dissero che non c’ era alcun intento discriminatorio e che le indicazioni ministeriali invitano la scuola a fornire una fotografia fedele della realtà». Ma il Ministero dell’ Istruzione, che ha condannato l’ accaduto, ha spiegato: «Quanto apparso sul sito della scuola non ha nulla a che fare con le Linee guida ministeriali o altra documentazione richiesta dal Miur. E’ richiesta infatti una semplice analisi del contesto per definire l’ offerta formativa. Pertanto è stata una libera scelta dell’ Istituto inserire quel testo in una pagina di presentazione della scuola». L’ ESPOSTO Intanto il Codacons ha annunciato che sta preparando un esposto contro i vertici dell’ istituto scolastico. «Non si tratta soltanto di un gesto vergognoso e squallido – ha spiegato il presidente, Carlo Rienzi – ma anche di un episodio che potrebbe costituire reato». Venerdì 17 Gennaio 2020, 05:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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