18 Dicembre 2011

Classi pollaio: sono più di 70 le scuole fuorilegge  

Classi pollaio: sono più di 70 le scuole fuorilegge
 

SONO PIU’ DI 70 gli edifici scolastici con aule «fuorilegge» in provincia di Macerata. E’ quanto emerge dal Piano del ministero per l’ istruzione per la messa in sicurezza delle scuole italiane, diffuso dal Codacons. «Un documento che il Ministero è stato costretto a redigere in forza della sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto la class action da noi promossa contro le classi pollaio», spiega il Codacons. Si tratta di un elenco che individua oltre 13.500 istituti scolastici le cui aule non possono ospitare un numero eccessivo di studenti rispetto alle dimensioni delle stesse. Un’ aula può essere definita pollaio quando: le classi hanno più di 25 alunni; sono formate in aule con dimensioni inferiori a 45 mq netti (48 per le superiori) più 2 mq netti per ogni persona presente diversa dall’ alunno (insegnante di sostegno, esperto esterno, ecc.) e con numero di alunni superiori ai 25; sono formate con qualsiasi numero di alunni ai quali non viene garantito l’ indice minimo di 1,80 mq netti procapite (materne, elementari e medie) e di 1,96 mq netti procapite per le superiori; le classi sono formate da più di 25 alunni in aule con superficie inferiore ai 45/50 mq netti. L’ elenco, allegato alla nota che il direttore generale del Ministero ha inviato al Tar del Lazio comprende oltre 400 istituti marchigiani. Quelli maceratesi sono una novantina, ma alcuni di questi ricorrono più di una volta, poiché sono stati valutati distintamente diversi parametri: per questo il dato reale degli edifici è più basso. Una situazione a cui il Ministero intende porre rimedio con interventi spalmati nell’ arco di un decennio. Le «segnalazioni» per la provincia di Macerata riguardano la maggioranza dei Comuni: una decina per Morrovalle, nove per Recanati, sei per Tolentino, cinque per Macerata e Civitanova, tre per Apiro, Urbisaglia, Monte San Giusto, Matelica, Corridonia, Loro Piceno, tanto per citarne alcuni. E’ pur vero che l’ elenco è stato fatto sulla base di un’ indagine condotta negli ultimi due/tre anni e, dunque, è chiaro che in diversi casi alcuni interventi migliorativi sono già stati fatti. Ma il quadro generale resta ancora preoccupante, come denunciato più volte da tutti i sindacati della scuola. MA C’ È ANCHE un altro aspetto. «Sulla base di questo elenco i precari della scuola possono sperare di non essere licenziati a causa dell’ aumento di alunni per classe e la conseguente contrazione dell’ organico, e possono mobilitarsi per ottenere il contratto di lavoro a tempo indeterminato», evidenzia il Codacons. «In tal senso ? spiega ? si è espresso anche il Tribunale di Trieste, che ha accolto il ricorso di alcuni insegnanti precari, condannando il Ministero dell’ Istruzione a ricostruire la carriera dei ricorrenti e corrispondere le differenze retributive maturate per effetto della ritardata assunzione. I precari della scuola possono presentare analogo ricorso, partecipando all’ azione collettiva del Codacons (info www.codacons.it). «Siamo soddisfatti per essere riusciti a costringere il Ministero a emanare il Piano», afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons. «Ma non ci piace il fatto che questo piano abbia lunghi tempi di realizzazione (10 anni), e continueremo a lottare perché le scuole siano sicure e sia garantita l’ occupazione ai docenti».

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