16 Giugno 2011

Classi pollaio? Sì all’ azione collettiva

Classi pollaio? Sì all’ azione collettiva

ROMA STOP alle «classi pollaio». Il Consiglio di Stato, dopo il Tar, ha dato via libera alla prima «class action», azione collettiva, contro una pubblica amministrazione. L’ iniziativa è partita dal Codacons contro «le aule sovraffollate, dove la presenza degli alunni supera il limite previsto dalla legge, ossia 25». Queste classi, secondo l’ organizzazione dei consumatori, «rappresentano un pericolo per la sicurezza di studenti e personale scolastico». IL CONSIGLIO di Stato, VI sezione, ha respinto il ricorso del ministero dell’ Istruzione contro la sentenza del Tar che imponeva al Miur di emanare il Piano generale di edilizia scolastica contenente «norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane nella scuola». Il Consiglio di Stato, respingendo il ricorso, spiega che al Miur è stata imposta l’ elaborazione del Piano e non solo l’ individuazione delle classi dove la presenza degli alunni è eccessiva. Rapida la risposta di viale Trastevere: «Il Piano Generale per l’ edilizia scolastica sarà presentato al più presto. Sono stati già avviati da tempo gli accertamenti per la preparazione del piano per l’ edilizia scolastica. Appena sarà completato verrà sottoposto alla firma dei ministri competenti del Mef e del Miur». Un impegno importante che, tuttavia, non seda le polemiche soprattutto perché, nonostante il Miur abbia sempre ripetuto che le «classi pollaio» sono molto poche ovvero lo 0,4% del totale, questa percentuale significa 1.500 classi su un totale di 45mila studenti. Gli esempi parlano di aule che arrivano a contare fino a 39 alunni. Ma il sovraffollamento, secondo viale Trastevere, riguarda soprattutto la scuola secondaria di II grado e «si lega alle scelte e alle preferenze delle famiglie per alcuni istituti e sezioni». Non è finita. Il Piano dovrà riguardare tutti gli istituti, a prescindere dalle «classi batteria», e il Pd lancia l’ allarme: allo stato attuale due edifici scolastici su tre non sono a norma. Per questo, i democratici chiedono l’ istituzione di una specifica commissione d’ inchiesta. Il Codacons, da parte sua, fa altre cifre e segnala 12mila istituti non in regola, pari al 28% del totale. IL PIANO dovrà servire a fare chiarezza e produrre sicurezza laddove manca. Ma il problema del sovraffollamento è legato anche alle carenze di organico e soprattutto, ai tagli. Il prossimo anno è prevista la riduzione di 20mila posto-docente e di 14mila non docente dopo i 67mila e i 43mila dei due anni scorsi. Per questo motivo, un gruppo sostanzioso di insegnanti e genitori ha presentato un ricorso al Tar del Lazio che sarà discusso il prossimo 5 luglio. In prima fila, tra i promotori, il Comitato bolognese Scuola e Costituzione.

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