“Classi pollaio”, parte la class action
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
«Il Codacons ha notificato tre azioni collettive contro altrettante amministrazioni statali. Con una di queste azioni collettive si chiederà al Tar del Lazio di ordinare al Ministero della Pubblica istruzione e ai 20 Direttori scolastici regionali di rispettare il limite previsto dalle leggi vigenti di 25 alunni per aula – scrive il Codacons sul suo sito internet – i genitori degli studenti costretti a fare lezione in classi sovraffollate e dove il numero di alunni supera le 25 unità, così come i docenti, possono aderire alla class action e chiedere un risarcimento che il Codacons stima in 250 euro a studente. Nel ricorso si chiede la restituzione alle famiglie di una parte della tassa scolastica pagata in proporzione al minore spazio a disposizione di ciascun alunno (la legge prevede 1.80 mq per alunno nelle scuole materne, elementari e medie e 1,96 mq/alunno nelle scuole superiori), oltre il danno connesso al rischio per la sicurezza e la diminuzione del servizio istruzione reso ridicolo da «classi pollaio» di 35-40 alunni a causa dei tagli agli organici del personale docente. Sulla base delle sole segnalazioni pervenuteci (oltre 150 istituti per 4.100 alunni) la somma richiesta è pari a oltre un milione di euro». «Il ricorso – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – interessa milioni di cittadini. Dopo il rinvio sine die, con la scusa di fissare gli standard qualitativi dei servizi, della class action più importante, quella cioè contro i gestori di diservizi pubblici (telefoni, poste, gas, luce, acqua, ecc.), abbiamo potuto agire contro i ministeri solo per le pesanti inadempienze in base all’ art. 1 co. 1 della nuova legge». In particolare, il Codacons contesta la formazione di vere e proprie «classi pollaio» tali da penalizzare il diritto all’ istruzione degli studenti delle scuole, dalle elementari fino alle superiori.
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