16 Dicembre 2011

Classi pollaio, Codacons all’attacco

Classi pollaio, Codacons all’attacco

PERUGIA – Sono 280 gli istituti scolastici umbri (tra sedi principali e succursali) umbri che hanno aule non in linea con i parametri previsti dalle disposizioni di legge. A renderlo noto è stato il Codacons, sotto la voce «classi pollaio», facendo riferimento al documento con il quale il ministero individua tutte le aule da mettere in sicurezza nei prossimi dieci anni. Considerando che in Umbria ci sono poco più di 160 presidenze, in pratica tutte le scuole sono in qualche modo interessate. Del resto basta le leggere i parametri, già più volte oggetto di discussione in sede di discussione sul patrimonio dell’ edilizia scolastica che grava su Province (medie superiori) e Comuni (materne, elementari e medie inferiori) per capire che è ancora lunga la strada delle messa a norma. Dice il Codacons che per essere aula pollaio è necessario che vi siano queste condizioni: 1) classi formate con più di 25 alunni;2) classi formate in aule con dimensioni inferiori a 45 mq netti (48 per le superiori) + 2 mq netti per ogni persona presente in aula diversa dall’ alunno (insegnante di sostegno, esperto esterno, compresenza, ecc) e con numero di alunni superiori ai 25;3) classi formate con qualsiasi numero di alunni ai quali non viene garantito l’ indice minimo di 1,80 mq netti procapite (materne, elementari e medie) e di 1,96 mq netti procapite per le superiori;4) classi formate da più di 25 alunni in aule con superficie inferiore ai 45/50 mq netti. Altra visione della scuola, anche se in fatto di edifici gli interventi da effettuare dovrebbero essere confermati, arriva dalla Regione che si è dotata di tre anagrafi scolastiche, relative a studenti, edifici e plessi delle scuole. «Si tratta di un lavoro sostanzioso – ha spiegato Carla Casciari, vice presidente della Regione con delega all’ Istruzione – che immaginiamo possa restituire a tutti gli amministratori uno spaccato della realtà scolastica del loro territorio e che è stato possibile realizzare anche grazie alla collaborazione delle scuole. Così facendo i dati anagrafici sono ora diventate evidenze programmatiche». Il lavoro portato a termine in un solo anno riguarda l’ 85% delle scuole superiori di secondo grado fotografate dopo il primo anno della riforma Gelmini che ha semplificato gli indirizzi di licei, istituti tecnici e istituti professionali. Le notizie relative alle scuole primarie e secondarie di primo grado sono attualmente in fase di elaborazione e saranno presto pubblicate e condivise con i Comuni. Sta di fatto che in generale emerge come la scuola umbra, sottolinea la Casciari, sia «di buona qualità e in linea con i parametri delle altre regioni». Forti interrogativi impone l’ analisi dei dati sul successo o insuccesso scolastico e sul cosiddetto «ritardo scolastico»: emerge una situazione preoccupante per gli alunni che si iscrivono agli istituti professionali con un 44,5 per cento degli studenti che si iscrivono al primo con un ritardo scolastico. Il dato aumenta negli anni successivi, fino al 48,1 per cento del terzo anno, per poi diminuire al quarto anno (40,4 per cento). «Guardando questi dati ci auguriamo che i nuovi percorsi integrati fra istruzione e formazione professionale che stiamo sperimentando quest’ anno per la prima volta, i cosiddetti IeFP, possano rappresentare una soluzione ponte per intercettare i ragazzi che altrimenti lascerebbero la scuola», ha precisato la Casciari.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this