Class action, sarà un diluvio
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fonte:
- Panorama
CONSUMATORI Dopo l`approvazione della legge sulle azioni collettive, le associazioni di difesa dei clienti si preparano a citare in giudizio qualsiasi impresa o ente ritenuto colpevole. Anche la Rai. Anche i comuni. Le associazioni dei consumatori si preparano a cavalcare vecchi e nuovi cavalli di battaglia, mentre alcune aziende stanno già contattando grandi studi legali per sapere come difendersi. A 15 giorni dall`approvazione in Senato della causa collettiva (class action), che entrerà nell`ordinamento italiano dopo il voto finale sulla Finanziaria, cresce la tensione fra imprese, governo e organizzazioni dei consumatori. La Confindustria, preoccupata per le conseguenze sulle aziende, ne chiede lo stralcio dalla Finanziaria e modifiche in Parlamento. Che in ogni caso appaiono probabili. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha detto che le norme dovranno essere migliorate. Mentre il presidente dell`Antitrust, Antonio Catricalà, ha proposto che proprio la sua Autorità possa diventare un primo filtro sulla fondatezza delle accuse dei consumatori. Il centrosinistra valuta, in alternativa, se affidare la prima azione di filtro a un giudice. In ogni caso si vorrebbe evitare quel diluvio di azioni legali incontrollate tanto temuto dagli imprenditori. Un diluvio che a partire da giugno 2008, quando la norma dovrebbe diventare operativa, appare comunque probabile. A differenza che negli Stati Uniti, dove le cause collettive sono diventate famose anche al cinema, sul modello di Erin Brockovich, l`iniziativa non potrà essere presa da un singolo (un danneggiato, un avvocato) ma dalle 16 associazioni di consumatori autorizzate, più quelle che in seguito verranno ammesse. Ed ecco che il Codacons è pronto a una class action pilota contro i comuni, prima Roma e poi Milano, per le strisce blu che non rispetterebbero la proporzione con i parcheggi gratuiti. Nel mirino anche due società importatrici di giocattoli cinesi, che secondo molte denunce conterrebbero vernici tossiche. “Stiamo inoltre valutando azioni contro il canone Rai, contro i comuni sulla mancata sicurezza e persino contro le tasse sulla benzina“ annuncia Marco Ramadori, copresidente dell`associazione con Carlo Rienzi: “Contrariamente alle promesse elettorali, aumentano in automatico a ogni rialzo del carburante“. Sul fronte salute il Codacons aveva tentato una class action negli Stati Uniti (chiusa per assenza di giurisdizione) per pazienti italiani danneggiati dal Vioxx, antinfiammatorio finito sotto accusa un paio d`anni fa, ed è ora intenzionato a riproporla. I termini per le cause collettive sulla salute, particolarmente delicate, sono peraltro ancora da mettere a punto. Come in America, complice anche la recente sentenza italiana favorevole, potrebbero fioccare le cause di danneggiati dal fumo. Mentre contro la malasanità “l`ospedale privato può già finire nel mirino, per il servizio pubblico sarà la giurisprudenza a dirlo. Intanto è passato un principio“ spiega il padre della norma, Roberto Manzione, senatore dell`Ulivo. L`associazione Altroconsumo, in fila per entrare nel club delle 16, punta alla Trenitalia e ai ritardi, che peserebbero soprattutto sugli abbonati, alla Wind e alla Sony per pubblicità ingannevoli già sanzionate dall`Antitrust. Le banche, per l`anatocismo (gli illegittimi interessi applicati sugli interessi), sono nel mirino, oltre che di Altroconsumo, anche di Adusbef di Elio Lannutti e Federconsumatori. Queste ultime hanno propositi anche per il crac Parmalat e i bond argentini. La Federconsumatori inoltre punta alla Telecom per “l`illegittimo incasso delle spese di spedizione fattura“. Ma che succede se più associazioni iniziano la stessa class action? “La legge non lo specifica, è una lacuna da colmare“ avverte Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. Altre critiche: timore di allungamenti dei tempi di giudizio (sono possibili anche più di 9 processi) e spese legali sulle spalle dei cittadini che fanno ricorso, se perdono la causa. Intanto i grandi studi legali, da Baker&McKenzie ad Agnoli Bernardi e associati, sono stati contattati da aziende del settore alimentare, finanziario e assicurativo, oltre ad alcune potenzialmente esposte ad azioni per malattie professionali.
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