27 Maggio 2010

CLASS ACTION: PROCURA TORINO, OK CAUSA; TRIBUNALE DECIDERA’

(ANSA) – TORINO, 27 MAG – E’ Rienzi il protagonista di questa

prima azione collettiva: l’avvocato-presidente dell’associazione

dei consumatori ritiene che Intesa Sanpaolo abbia applicato

scorrettamente, nella gestione dei conti correnti della

clientela, delle commissioni che, di fatto, sostituiscono la ex

clausola del massimo scoperto. Al tribunale di Torino, Rienzi

chiede – oltre a un indennizzo complessivo 1.250 euro e

all’eliminazione delle commissioni – che l’istituto di credito,

una volta incardinata la causa, informi tutti i correntisti, in

modo che possano aderire alla class action.

“Combattiamo con le banche – ha detto in aula il presidente

Codacons – da tutta la vita. Inutilmente. Questa azione, adesso,

ci permette di evitare undici milioni di cause individuali, che

sarebbe impossibile portare avanti”. Rienzi ha anche fatto

presente che, a suo parere, gli istituti di credito hanno

aggirato il divieto di applicare il massimo scoperto. Ma di

parere opposto si sono detti gli avvocati di Intesa Sanpaolo, i

quali hanno spiegato che le istanze non sono ammissibili.

Rienzi – è stato detto in aula in base alla documentazione

presente agli atti – è titolare di due conti correnti, l’uno di

tipo “business”, dove confluiscono i proventi della sua

attività professionale, e l’altro “personale” utilizzato

però in modo che in aula è stato definito “promiscuo” dagli

stessi pubblici ministeri. Esiste, quindi, persino il dubbio che

Rienzi – a detta dell’istituto bancario – rivesta la qualità di

“consumatore” in grado di avviare l’azione legale. “Il punto

– ha detto Valerio Tavormina, uno degli avvocati della banca –

é che Rienzi non è stato gravato di un solo centesimo che

possa rivendicare. Non gli è stata applicata nessuna

commissione. La sua domanda, quindi, è manifestamente

infondata”. Quanto alle regole sui conti correnti,

nell’entourage legale di Intesa Sanpaolo si sottolinea che per i

clienti con un fido non è contemplata nessuna commissione,

mentre per chi non ha un fido è prevista una commissione

commisurata all’entità e alla durata dello “sconfinamento”,

che rientra nella disciplina vigente. (ANSA).

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