Class action per i dipendenti pubblici
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fonte:
- Corriere delle Alpi
BELLUNO Un risarcimento di 8.800 euro per ogni lavoratore pubblico. Punta a questa cifra il Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, che ha organizzato una class action rivolta ai dipendenti pubblici. Nel mirino c’ è il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici del Veneto, fermi dal 2010. Tutto parte dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178 del 24 giugno 2015: i giudici hanno stabilito che il blocco dei contratti del pubblico impiego attuato con il decreto legge 78/2010, convertito nella legge 122/2010, è illegittimo. Questa illegittimità è limitata solo al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa. Il provvedimento del Governo aveva introdotto, oltre ai contratti nazionali, anche limiti nei contratti di secondo livello portando ad una progressiva riduzione dei fondi aziendali. Una situazione che preoccupa i sindacati, tanto più che «neppure nella finanziaria 2016 sembrano esserci i presupposti per un rinnovo del contratto» spiega Fabio Zuglian, della Funzione Pubblica Cisl. In attesa del rinnovo del contratto il Codacons ha deciso di avviare una class action. «I pubblici dipendenti del Veneto possono chiedere un indennizzo allo Stato che ha bloccato per 6 anni la contrattazione e, contestualmente, possono chiedere un vero e proprio risarcimento per inadempimento dell’ obbligo per il periodo successivo alla pubblicazione della sentenza, ossia a far data dal 30 luglio 2015 fino all’ effettivo rinnovo.La richiesta che ciascun pubblico dipendente può formulare dunque è di 100 euro al mese a titolo di indennizzo per il periodo che va dal 2010 al 30 luglio 2015 e di 200 euro al mese per il periodo successivo al 30 luglio 2015, perdurando l’ inadempimento ormai chiaramente sanzionato dalla Corte stessa, per un totale di 8.800 euro a lavoratore». «Può essere un’ iniziativa che consente al Governo di prendere cognizione del problema» commenta Zuglian, «ma noi come sindacato continueremo a batterci per il rinnovo contrattuale. Si può fare anche con le risorse che ci sono già in campo ma va fatto: è la partita più importante».
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