3 Novembre 2010

Class action, la rivoluzione per ora fa flop

«Non decolla in Italia lo strumento della class action – scrive il Codacons – la Corte d’ Appello, infatti, ha respinto il ricorso del Codacons contro Intesa SanPaolo per le nuove commissioni bancarie ritenute illegittime in quanto applicate in violazione del divieto posto dalla Legge 2/09. La Corte d’ Appello, pur riconoscendo la novità e le incertezze applicative della nuova class action, finisce per contestare la sussistenza di un interesse attuale e concreto ad agire del Codacons. La decisione, in sostanza, ridimensiona lo strumento della nuova azione di classe prevista dall’ art. 140 bis del Codice del consumo, ritenuto applicabile solo nei casi di danni già verificatisi e immediatamente risarcibili». «In questo modo – spiega il Codacons – sono pericolosamente messe in discussione le potenzialità del nuovo istituto, che doveva essere interpretato alla luce degli altri istituti analoghi di diritto comunitario ovvero in base alle esperienze giuridica degli ordinamenti più evoluti. La Corte d’ Appello, però, non ha voluto svincolarsi dai criteri ordinari di interpretazione normativa, pur riconoscendo che il giudice nazionale dovrebbe essere in grado di piegare lo strumento interpretativo posto a sua disposizione dall’ ordinamento interno. Tale decisione si pone in contrasto anche con il parere già espresso in udienza dal Procuratore Generale, il quale aveva ravvisato nella fattispecie in decisione la presenza di un danno concreto ed attuale e comunque tutti i presupposti per una decisione di ammissibilità della azione promossa dal Codacons. Ora la parola passa alla Corte di Cassazione, cui l’ associazione si rivolgerà per salvare lo strumento della class action in Italia». Uno strumento legale quindi che, dopo aver suscitato entusiasmi, ancora assai complesso e di difficile applicazione.

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