3 Gennaio 2010

Class Action, la prima in medicina riguarda l’ influenza A

La prima Class Action in ambito sanitario è contro il test per l’ H1N1 . Dopo aver tenuto gli scienziati in fibrillazione tra monitoraggio serrato e ricerca spasmodica delle soluzioni per arginare la pandemia e il mondo col fiato sospeso, a quasi un anno di distanza dalla sua comparsa è tempo di bilanci e le speculazioni sulla temuta pandemia influenzale, dove ci sono state, verranno messe in conto ai responsabili. Questa almeno l’ intenzione del Codacons che, approfittando del nuovo strumento di azione legale collettiva introdotto col nuovo articolo 140 bis del Codice del Consumo ha presentato ieri la sua seconda class action – la prima in assoluto nel nostro Paese era stata presentata dal Codacons il giorno precedente contro le commissioni bancarie nei confronti di Unicredit e Intesa Sanpaolo che vantano rispettivamente 14,5 e 11,1 milioni di clienti in Italia – contro il famigerato test che, in caso di sintomi, avrebbe dovuto garantire a chiunque la possibilità di scoprire se si era stati contagiati dal virus dell’ influenza A o da altri tipi di virus influenzali . ” Il Codacons , dicono dall’ agenzia, ha denunciato da subito la strumentalizzazione della cosiddetta influenza suina a fini speculativi “, di cui l’ enorme businness costituito dai cosiddetti “test fai da te” è solo una delle manifestazioni più evidenti. “L’ associazione ha pertanto citato in giudizio, davanti il Tribunale di Milano, la VODEN MEDICAL INSTRUMENTS SPA , ideatrice e distributrice dell’ ” EGO TEST FLU “, spacciato come metodo “pratico, semplice e sicuro”, che vanta una “sensibilità del 99,1%”, per la rilevazione, fai da te, della presenza dell’ influenza A e B, compresa quella suina e aviaria (leggi il loro comunicato stampa ), quando tutti i medici e lo stesso Vice Ministro del Welfare, Fazio, continuano a ribadire che “i test a casa non servono a niente” e “l’ unica diagnosi affidabile è quella del medico”. Tecnici del Ministero hanno dichiarato, infatti, che il test “ha una scarsa sensibilità rispetto agli esami di tipo molecolare, il che comporta un rischio non indifferente di incorrere in falsi negativi… […] e per questo motivo non sono raccomandati”. Per fortuna, al gioco speculativo non si sono prestati i farmacisti che in molti casi si sono rifiutati di commercializzare il test , come precisato sugli organi di stampa dal Presidente di Federfarma Lazio: ” le cooperative di farmacisti del Lazio non lo hanno acquistato. Non vogliamo vendere ai clienti prodotti illusori. ” Chi ha acquistato il test, può dunque approfittare della possibilità di intentare una class action contro i produttori scrivendo all’ email [email protected] per una pre adesione, in attesa che il Tribunale di Milano si pronunci, come previsto dalla legge, sull’ ammissibilità della class action ” . Sarà possibile venire aggiornati direttamente dal Codacons sugli sviluppi e sull’ eventuale modalità di adesione a questa azione, cliccando su questo link e compilando i campi indicati.

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