Class action contro le multe
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fonte:
- LaPrealpina.it
CASTELLANZA – Contro le sanzioni sulla tassa rifiuti, per l’ errata indicazione delle metrature, si prospetta una class-action finalizzata a chiedere la restituzione di quelle che vengono considerate somme non dovute. L’ iniziativa è di Claudio Caldiroli , il quale ha preso contatti con il Codacons, associazione che tutela i consumatori, per essere supportato nella presentazione di un ricorso collettivo: «Effettuando i controlli delle metrature delle case e delle aziende, il Comune ha applicato erroneamente la legge ? spiega ? Pertanto deve restituire ai cittadini e alle imprese le ammende e i relativi interessi. Sarà mia premura mettermi in contatto con quanti più castellanzesi abbiano subito questo torto per far valere i loro diritti». DATI CATASTALI ? Tutto verte su questo interrogativo: è giusto oppure no fare riferimento ai dati catastali per rilevare le discrepanze fra le metrature dichiarate e l’ effettiva grandezza degli immobili? Secondo Caldiroli è sbagliato: «Quella catastale è una superficie “convenzionale” diretta non ad accertare la superficie per la tassa rifiuti ma a calcolare il valore e quindi il reddito di un fabbricato – mette in evidenza citando l’ autorevole parere interpretativo di Ezio Pisapia , consulente dell’ Anutel (Associazione nazionale uffici tributi enti locali) – Secondo l’ ultimo aggiornamento delle normative in materia, risalente al 2005, ogni volta che la superficie dichiarata dal contribuente è inferiore all’ 80 per cento di quella del certificato catastale, il Comune deve iscrivere a ruolo la maggiore superficie semplicemente sostituendola, ma senza dover fare prima un accertamento e dunque infliggere multe per l’ infedele dichiarazione». Insomma, le correzioni vanno fatte (escludendo balconi e terrazze dalla superficie calpestabile ma conteggiando cantine e garage), senza però elevare ammende. «E’ chiaro che l’ Ufficio Tributi ha interpretato male la legge ? sostiene Caldiroli – Le cifre non indifferenti richieste sotto forma di salate sanzioni vanno quindi restituite al più presto. La giunta Farisoglio-Galli dovrebbe attivarsi per sanare l’ errore». PROCEDURA CORRETTA – «Prima di ricorrere alla class-action sarebbe il caso di usare gli strumenti a disposizione per l’ autotutela – replicano all’ Ufficio Tributi del Comune ? Ci riferiamo all’ Ufficio tributario provinciale ma anche, più semplicemente, alla possibilità di dimostrarci (entro sessanta giorni) che la metratura della casa o dell’ azienda non corrisponda effettivamente ai dati catastali. Casi del genere si sono verificati e abbiamo subito proceduto all’ annullamento dell’ accertamento e alla correzione dei dati. E’ chiaro, però, che quando rileviamo difformità di un certo rilievo dobbiamo per forza procedere d’ ufficio, perché non ci sono le risorse per effettuare tutti i controlli sul posto». Ritenendo che l’ interpretazione della legge sia invece corretta, si ribadisce che le superfici considerate per la Tarsu sono state rilevate dall’ incrocio di dati, misurazioni e documentazione depositata in comune dai contribuenti: «In ogni caso non abbiamo mai agito quando la dichiarazione supera l’ 80 per cento del dato catastale, tenuto come riferimento, né sono mai stati inclusi nella metratura balconi e terrazze». Stefano Di Maria.
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Tags: Class action, controlli, dati catastali, multe, rifiuti, tassa
