Class action contro le fonderie Pisano
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fonte:
- La Città di Salerno
la proposta del codacons che
invita i residenti nella zona ad andare in sede e a sottoporsi a un’
analisi sui metalli pesantiinquinamento dell’ aria
di Marco Giordano «Ci schieriamo con i cittadini nella battaglia legale contro le fonderie Pisano. Vogliamo chiedere il risarcimento di 10mila euro a famiglia. Ma i cittadini devono collaborare, costituirsi parte civile e soprattutto occorre analizzare il sangue delle persone». Questo è l’ appello che arriva dal Codacons. La nuova battaglia riparte dall’ urgenza di una raccolta dati, finora mancata a Salerno, dove si registra un grave vuoto di monitoraggio. «Il distretto 66 dell’ Asl di Salerno (quello che riguarda proprio le zone di Pellezzano) è l’ unico in Italia che non ha prodotto dati sulle esenzioni mediche richieste dai cittadini», denuncia Matteo Marchetti, dell’ ufficio legale di Codacons Campania. I dati, attualmente inesistenti per le zone delle fonderie Pisano, sarebbero invece di fondamentale importanza per riuscire a tracciare un’ epidemiologia del territorio, cioè lo studio del rapporto tra malattie e ambiente. «Come se non bastasse, l’ Arpac non ha mai effettuato rilevamenti e accertamenti sull’ attività inquinante delle fonderie Pisano, iniziando i monitoraggi soltanto tre o quattro anni fa», insiste Marchetti. Sembra surreale pensare che un organo come l’ Arpac, abbia affrontato con tanta superficialità una questione così delicata, riguardante la vita di migliaia di salernitani. Eppure con le sostanze emesse dalle fonderie e le industrie della siderurgia pesante, non si scherza: in maggioranza si tratta di Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), diossine e metalli pesanti, come piombo, cadmio e cromo. Questi sono “interferenti endocrini”, in medicina detti anche “distruttori”. «Tali sostanze alterano e danneggiano il nostro sistema endocrino, cioè l’ insieme di cellule e ghiandole che alimentano il nostro sangue», spiega Vincenzo Petrosino, medico specialista in chirurgia oncologica, invitato al tavolo della conferenza. «Questi distruttori sono in grado di agire anche a livello fetale, in caso di gravidanze. Per cui è molto probabile che, in questi casi, si stia andando a modificare una parte delle future generazioni di cittadini». Sembra quasi fantascienza, eppure lo studio del dottor Petrosino, condotto in collaborazione con l’ Università di Salerno, è scientificamente riconosciuto ed è il primo nel suo genere. «Molte volte manca strategia nel dare credibilità a quello che diciamo, ed anche personaggi importanti vengono tacciati di parlare con la pancia», spiega Petrosino. Il chirurgo salernitano sottolinea, infatti, che le analisi effettuate devono essere portate in modo tale che la comunità scientifica le accetti anche solo per accendere una lampadina di allarme. Nel protocollo di analisi creato, si tiene conto anche se i soggetti analizzati fumano, fanno uso di integratori minerali, usano la sigaretta elettronica e così via. «Le analisi in questo caso devono tenere conto di tutto il quadro generale del soggetto altrimenti sono facilmente contestabili. Si può dire ad esempio che sia normale trovare metalli come lo zinco in persone che usano integratori minerali. Essere precisi nelle analisi rende la vita difficile anche ai più scettici». Molti sono gli scienziati a sostenere che ormai tutti hanno un po’ di arsenico e piombo nel sangue. Certamente la natura però non ci fa nascere con questi metalli in corpo, che al contrario, se ci sono, vuol dire che provengono da qualche fattore esterno. Petrosino è riuscito finora ad analizzare 65 persone, una di queste era una donna salernitana: aveva un tumore esteso all’ esofago e allo stomaco, qualcosa di devastante, deceduta a 50 anni, ed abitava da 20 anni a Fratte. I metalli emessi dalle fonderie Pisano, erano gli stessi presenti nel sangue della donna. Purtroppo è difficile trovare persone da sottoporre all’ analisi, da qui l’ appello a tutta la cittadinanza salernitana: «recatevi al Codacons, il quale si accollerà le spese mediche, e fate le dovute analisi. È fondamentale anche per capire meglio la situazione epidemiologica, aiutando quindi la ricerca della verità. La collaborazione di tanti cittadini può solo accelerare questo tipo di indagini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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