3 Novembre 2014

Class action contro il pasticcio dei test

Class action contro il pasticcio dei test 

Il giorno dei Santi è stato quello dell’incredulità, ora per circa 12.000 giovani medici è il momento della rabbia. Troppo clamoroso il pasticcio del consorzio interuniversitario Cineca («braccio meccanico» del Miur all’ennesima cilecca) che ha portato all’annullamento delle prove per l’ammissione alle specializzazioni svoltesi il 29 e 31 ottobre. Troppa nonchalance nella risposta del ministro dell’Istruzione Giannini: la colpa non è nostra, tornate il 7 novembre a ripetere la prova.
A causa di un errore, ammesso dallo stesso ministero, sono stati invertiti i quesiti delle prove del 29 con quelli del 31. «L’inversione ha riguardato esclusivamente le 30 domande comuni a ciascuna delle due aree, medica e dei servizi clinici» spiegava la nota ministeriale. Per 11.242 giovani che hanno speso fino a 500 euro per poter sostenere il concorso, la cosa non finisce qui.
Ieri hanno annunciato una class action risarcitoria per i danni morali e materiali. «In questo concorso, a differenza del passato, le prove sono state svolte su pc e dunque ogni candidato ha potuto vedere subito il punteggio realizzato», spiega l’avvocato Michele Bonetti che affila le armi al pari del Codacons, «chi ha ottenuto il massimo ed era sicuro di entrare ci ha già contattati per rivolgersi al Tar. Abbiamo avuto segnalazioni di computer in rete che si sono inceppati e di aule in cui è saltata la luce, con prove sospese e riprese dopo mezz’ora» aggiunge Bonetti, che non ha digerito, come i tanti giovani beffati che hanno già intasato la sua mail, le spiegazioni con cui il ministro Giannini ha cercato di archiviare l’incidente attribuendone tutta la colpa al Cineca. «Il Miur siede nel cda del consorzio, che aveva già sbagliato in modo clamoroso in altre occasioni recenti, e ha una responsabilità di controllo». Bonetti, con il collega Santi Delia ha ottenuto dal Tar tra luglio e settembre l’ammissione di 5.000 studenti a medicina dopo le irregolarità nei test d’ingresso dell’8 aprile. Prima c’erano state le irregolarità denunciate nel concorso per magistrati, l’inchiesta avviata dal ministro Lorenzin dopo il concorso per medici generali, le proteste degli insegnanti per le domande errate inserite dal Cineca nei test di agosto per l’accesso ai corsi Tfa di abilitazione.
Nella nuova Italia tutta protesa a cambiare verso, insomma, non c’è verso di assistere a un concorso immune da irregolarità. I giovani medici beffati lo hanno ricordato al premier Renzi, in un’accorata lettera aperta. «Quello che è accaduto è inammissibile per un Ministero di un paese dell’Ue e corona con assoluta coerenza l’inettitudine e la vergognosa presa in carico della riforma del concorso alle scuole di specialità mediche che, per i mesi di ritardo, l’inadeguatezza del numero di borse concesse e la ridicola gestione delle prove di concorso, ci portano a dire con forza: vergogna» urlano i giovani medici che hanno tentato i test. «Siamo 12.000 e quello che riuscite ad offrirci sono 5000 miseri posti. Molti si recano all’estero, dove sanno che saranno valorizzati più e meglio di quanto il loro Paese sia capace di fare». Il presidente del Cineca Emilio Ferrari, intanto, ha annunciato le sue dimissioni: «Atto dovuto».
Martino Villosio

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