Class action contro costi vaccino influenza A e classi sovraffollate
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fonte:
- Il Mattino
Sui costi del vaccino contro l’ influenza A, il sovraffollamento delle classi di studenti e l’ assenza di sicurezza di alcune zone a rischio frana. Nel giorno del debutto della class action anche nella pubblica amministrazione non perdono tempo: annunciano la presentazione di tre azioni e chiedono complessivamente un risarcimento di quasi 17 miliardi. Proprio mentre emergono particolari sconcertanti sul contratto tra il ministero della salute e Novartis sulla fornitura del vaccino. L’ industria è obbligata a produrre le dosi di vaccino e a rispettare l’ accordo solo fino a quando ciò sia ritenuto «ragionevole». Inoltre se il vaccino fa male a chi lo assume paga lo Stato. E’ il sito del mensile Altreconomia a pubblicare il contratto. Tornando alla class action sulla sanità, il Codacons chiede di risolvere subito il contratto con le industrie farmaceutiche relativo alla fornitura di vaccini contro l’ Influenza A. Obiettivo: far ottenere agli oltre 60 milioni di utenti del servizio sanitario i soldi già pagati dall’ Italia per l’ acquisto di 24 milioni di dosi del vaccino. In generale la class action nel settore pubblico non prevede il risarcimento del danno subito, ma ha l’ obiettivo di ripristinare il servizio. Se si accertano responsabilità, scattano i provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento nei casi più gravi, nei confronti dei dipendenti o dirigenti negligenti. Che, di certo, non potranno aspirare ai premi previsti per i più meritevoli dalla riforma Brunetta. La questione non di poco conto è che il decreto sulla class action ha introdotto, in sede parlamentare, una norma transitoria che rinvia l’ applicazione concreta del provvedimento ad uno o più decreti che definiranno gli standard qualitativi dei servizi. Secondo l’ interpretazione dell’ ufficio legislativo del ministero della pubblica amministrazione, tuttavia, l’ azione potrebbe essere promossa da subito in caso di violazione dei termini per il rilascio di una pratica oppure di mancata emanazione di atti amministrativi (come un piano regolatore). Mentre negli altri casi si dovrà attendere. Per essere più chiari: se non si fornisce una risposta nei termini per il rilascio di una licenzia edilizia, si potrebbe da subito, secondo l’ interpretazione che fornisce il ministero, fare ricorso alla class action. Azione, per il momento, non promuovibile, invece, se si vuole protestare contro una fila di tre ore allo sportello. Il provvedimento non è retroattivo, pertanto la class action può essere presentata solo per i casi di malfunzionamento di servizi che si verificano da oggi in poi.
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- Rassegna Stampa
