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16 Gennaio 2010

Class action, consumatori all’ attacco su vaccini, scuola e rischio frane

ROMA – Consumatori all’ attacco sui costi del vaccino contro l’ influenza A, il sovraffollamento delle classi di studenti e l’ assenza di sicurezza in zone a rischio frana. Nel giorno del debutto della class action anche nella Pubblica amministrazione, non perdono tempo: annunciano la presentazione di tre “azioni” nei settori della sanità, della sicurezza e della scuola e chiedono complessivamente un risarcimento di quasi 17 miliardi. Trascorsi i 90 giorni dalle diffide e in assenza di una risposta positiva da parte delle amministrazioni ricorreranno al Tar, così come previsto dal decreto legislativo che ha introdotto il nuovo strumento a disposizione del cittadino per far valere i propri diritti. La class action nel settore pubblico, tuttavia, non prevede il risarcimento del danno subito, ma ha l’ obiettivo di ripristinare il servizio. Se si accertano responsabilità, scattano i provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento nei casi più gravi, nei confronti dei dipendenti o dirigenti negligenti. Che, di certo, non potranno aspirare ai premi previsti per i più meritevoli dalla riforma Brunetta. La questione non di poco conto è che il decreto sulla class action ha introdotto, in sede parlamentare, una norma transitoria che rinvia l’ applicazione concreta del provvedimento a uno o più decreti che definiranno gli standard qualitativi dei servizi. Secondo l’ interpretazione dell’ ufficio legislativo del ministero della Pubblica amministrazione, tuttavia, l’ azione potrebbe essere promossa da subito in caso di violazione dei termini per il rilascio di una pratica oppure di mancata emanazione di atti amministrativi (come un piano regolatore). Mentre negli altri casi, si dovrà attendere. Per essere più esemplificativi: se non si fornisce una risposta nei termini per il rilascio di una licenzia edilizia, si potrebbe da subito, secondo l’ interpretazione che fornisce il ministero, fare ricorso alla class action; azione, per il momento, non promuovibile, invece, se si vuole protestare contro una fila di tre ore allo sportello. Il provvedimento non è retroattivo, pertanto la class action può essere presentata – dal singolo cittadino o da un gruppo di cittadini – solo per i casi di malfunzionamento di servizi che si verificano da ora in poi. Tornando alle diffide del Codacons, l’ associazione chiede sulla sanità di risolvere subito il contratto con le industrie farmaceutiche relativo alla fornitura di vaccini contro l’ Influenza A. Obiettivo: far ottenere agli oltre 60 milioni di utenti del servizio sanitario i soldi già pagati dall’ Italia per l’ acquisto di 24 milioni di dosi del vaccino. «Una spreco immane – commenta l’ associazione – vista la scarsa adesione alla vaccinazione». La seconda azione, invece, è rivolta al responsabile della Protezione civile perché siano messi in sicurezza, entro 90 giorni, 9 comuni a rischio frana. Infine, la terza è contro le “classi-pollaio”: si chiede il rispetto del limite previsto dalle leggi vigenti di 25 alunni per aula.

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