19 Luglio 2017

Class action contro il Comune per caro acqua e rifiuti

Palma di Montechiaro. Una class action contro il Comune di Palma su due temi particolarmente rilevanti: l’ acqua e i rifiuti.E’ questa l’ iniziativa di cui un centinaio di cittadini sono pronti a farsi promotori di nei prossimi giorni assistiti dal legale dell’ associazione di tutela dei consumatori Codacons. Già venerdì 28 luglio, su iniziativa di 4 cittadini Giovanni Sambito, Rosario Milano, Salvatore Scarnà e Domizio Mineo, si terrà un incontro per formalizzare e raccogliere le adesioni e per fornire le prime informazioni sull’ azione che si intende intraprendere. Alla base dell’ azione legale non vi sono gli aumenti dei costi dei servizi stabiliti nei mesi scorsi dal commissario Antonino La Mattina ma piuttosto la discrepanza tra il quantum pagato dagli utenti e il servizio effettivamente ricevuto. Sulla questione dell’ acqua, in particolare, saranno riprese alcune argomentazioni che hanno portato il Codacons a vincere una causa dello stesso tenore a Lecce. Ad essere contestato, dunque, non è il pagamento del 100% del costo idrico da parte dei cittadini ma il fatto che, in realtà, questi ricevano soltanto il 43-44% dell’ acqua acquistata dal Comune a causa, soprattutto, delle perdite dovute alla fatiscenza della rete di distribuzione e, in parte, anche agli allacci abusivi. Problemi questi che non possono essere fatti ricadere sui contribuenti che, peraltro, pagano in bolletta anche un costo per la manutenzione della rete idrica. Inoltre, sarà chiesto il rimborso anche degli oneri di depurazione, almeno del 2016, in quanto i promotori sostengono che il servizio non sia stato effettuato con danni anche per l’ ambiente. A tutto ciò si aggiunga che, secondo i promotori, gli utenti palmesi paghino un costo per l’ acqua potabile ma che, di fatto, non lo sia. Anche il servizio di raccolta dei rifiuti sarà oggetto della class action. Infatti, i cittadini promotori lamentano, a fronte di un aumento disposto del 30%, di non riceve un adeguato servizio. In particolare, la Dedalo Ambiente, di cui il Comune è proprietario pro quota, sarebbe responsabile di diversi inadempimenti contrattuali, quali il mancato regolare ritiro della spazzatura, con conseguente danno per l’ ambiente, per la salute e per l’ immagine del paese, e la pulizia dei cassonetti. I promotori poi ritengono che il Comune, non potendo adottare la gestione in house data l’ impossibilità ad assumere personale per non sforare il patto di stabilità, chiede che il servizio sia affidato modulandolo all’ effettiva popolazione e per un periodo di soli 3-4 anni. In caso di vittoria, si chiederà che le somme indebitamente pagate dai consumatori siano restituite detraendole dalle future bollette.Luigi Arcadipane.

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