19 Settembre 2018

Class action, Codacons: modificare forma della legge. Così è inutile per consumatori

Oggi il Codacons è stato ascoltato dalla Commissione Giustizia della Camera, nell’ ambito della riforma della legge sulla class action proposta dal Governo. “La normativa attuale sulla class action è pessima, non tutela i consumatori e neanche le imprese virtuose”, ha affermato nel corso dell’ audizione l’ avv. Marco Ramadori, del collegio di presidenza del Codacons. “La legge sull’ azione collettiva è del tutto inutile per i consumatori e di difficile attuazione pratica, vanificando del tutto lo scopo per cui è stata introdotta nel nostro ordinamento”. Tre sono i punti principali della legge che andrebbero modificati , e che il Codacons ha suggerito oggi in Commissione: 1) In primis andrebbe sostituito, come negli Usa, l’ opt in attuale con l’ opt out : quando una class action viene dichiarata ammessa dal tribunale, tutti i consumatori che si trovano nella fattispecie dovrebbero essere automaticamente inclusi, e solo chi non vuole essere ricompreso dovrebbe dichiararlo con comunicazione specifica. Oggi deve essere ogni singolo consumatore a richiederlo formalmente. Questo per permettere a tutti i consumatori di venire a conoscenza dell’ azione e della possibilità concreta di ottenere un risarcimento; 2) una volta che la class action è ammessa, i costi della promozione devono essere messi a carico dell’ impresa convenuta in giudizi o, e non a carico del consumatore che agisce, il quale oggi si può trovare a dover anticipare decine di migliaia di euro disposte dal giudice per pubblicità sui giornali, come condizione di procedibilità dell’ azione; 3) introduzione danni punitivi. Una volta che la class action è ammessa e la società responsabile condannata, la condanna non può essere come oggi solo limitata alla restituzione della spesa subita. Come negli USA, la condanna deve essere proporzionata al fatturato o comunque al danno provocato alla collettività, al fine di avere un reale effetto dissuasorio nei confronti delle imprese disoneste. Altrimenti rimane tutto l’ interesse a mettere in atto comportamento illecito a danno ad esempio di milioni di consumatori, in primis le cosiddette microlesioni, sapendo che anche in caso di condanna l’ unica conseguenza è la restituzione delle somme a una piccola percentuale degli stessi.

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