Class action, cittadini e avvocati delusi
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fonte:
- Il Mattino
Un esercito di cittadini agguerriti. E un plotone di avvocati. Tutti delusi. Sì perché, almeno fino al prossimo gennaio, dovranno riporre carte bollate e ricorsi. La legge sulla «class action» che rende operative le cause collettive, per ora resta in freezer. Il governo ha scelto di far slittare di sei mesi il provvedimento. E così, rabbia e aria di rivolta tra le associazioni dei consumatori che ormai da mesi scaldavano i muscoli. E aspettavano il 30 giugno per aprire le danze. E presentare la montagna di faldoni zeppi di proteste e di speranze. Non tanto di essere risarciti. Ma almeno di essere rispettati. Di riuscire a fare sentire anche la loro voce contro i soprusi e le scorrettezze di multinazionali e grandi aziende che producono beni e servizi. Dalle Ferrovie a Telecom. Dagli acquedotti all’Enel. Dagli editori dei libri scolastici a Poste italiane. Insomma, il provvedimento, licenziato con la Finanziaria 2008 dal governo Prodi, sarà oggetto di revisione con le parti sociali: verrà allargato alla Pubblica amministrazione. Dunque un coro di no. Una pioggia di critiche. «Siamo assolutamente contrari», ha affermato il Codacons. Anche la Cisl di Raffaele Bonanni ha mostrato di non essere d’accordo: «Questa altalena non fa bene al Paese», ha detto riferendosi al meccanismo di norme scritte da un esecutivo e cancellate dal successivo. La norma è comunque destinata ad essere rivista. Pur sottolineando che «il governo è favorevole al provvedimento», che è «di assoluta validità e importanza per i consumatori», il ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola ha spiegato che la legge sulla class action entrerà in vigore a gennaio del prossimo anno dopo un percorso di revisione con le parti interessate. Perchè, ha aggiunto il numero uno del dicastero, «abbiamo il sospetto che così com’è porterebbe a vagoni di ricorsi senza giovare ai consumatori». Dunque, per soddisfare l’obiettivo che deve essere di «dare giustizia a chi si sente danneggiato» e «per produrre effetti positivi – ha detto – ha necessità di essere ritoccata». Ritocchi che, ha sottolineato, saranno discussi insieme alle «parti coinvolte». E proprio per questo già per oggi ha convocato il Consiglio nazionale dei consumatori. La decisione di fermare la legge sulla class action non è piaciuta al leader della Cisl. Sollecitando una «spiegazione» del governo su «questo stop», Bonanni ha affermato: «Non mi piace che alcuni governi scrivano le norme e quelli dopo le cancellino. Questa – ha ribadito – è un’altalena che non fa bene al Paese», ha sostenuto il segretario generale della Cisl, perchè «non crea un clima costruttivo e di fiducia». Da parte loro i consumatori promettono opposizione. «Ci opporremo a proroghe che appaiono palesemente ordinate dalle grandi imprese italiane guidate da Confindustria», ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Più possibilista l’Adiconsum. «Se il rinvio della class action – ha detto il segretario generale Paolo Landi – dovesse portare a sostanziali miglioramenti saremmo perfettamente d’accordo, ma temiamo non sia così, viste le pressioni di Confindustria».
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