7 Marzo 2019

Class action «bocciata» sul dissesto delle strade

«Il Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile la class action intentata dal Codacons contro il dissesto stradale della Capitale. Una decisione che non sorprende l’ associazione dei consumatori, dal momento che in primo grado la quasi totalità delle class action presentate in Italia è stata dichiarata inammissibile dai giudici, decisioni poi ribaltate in Corte d’ Appello, sede cui il Coda cons si rivolgerà per ottenere l’ ammissibilità dell’ azione collettiva», ha spiegato il Codacons. E ancora: «Il Tribunale nel rigettare la nostra class action, ritiene in sostanza che per difendersi dalle buche dell’ asfalto e dal dissesto stradale bisogna ricorrere al giudice amministrativo, perché non è chiaro quali danni subiscano i cittadini dalla situazione disastrosa delle strade romane – afferma il presidente Carlo Rienzi – Prendiamo atto di tale decisione e ricorreremo in appello e in sede amministrativa, augurandoci che nè i giudici nè altri cittadini cadano mai nella rete di buche esistenti nella Capitale». Ecco le motivazioni: «Nel caso di specie la domanda di condanna dell’ amministrazione convenuta ” all’ adozione delle misure idonee ad evitare le conseguenze delle violazioni accertate” manifestamente inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice ordinario adito. Le par ti attrici si sono limitate a dedurre in diritto, con riferimento al danno -evento, la lesione del diritto di derivazione costituzionale alla libera circolazione in condizioni di sicurezza, ma non hanno allegato alcuna circostanza fattuale che, connotata nel tempo e nello spazio, concretizzi tale lesione del proprio personale esercizio di siffatto diritto. Il diffuso e pur suggestivo rinvio, presente nell’ atto di citazione, a generici fatti notori o a dolorosi episodi di cronaca, in presenza del fatto, che può ritenersi altrettanto notorio, per cui anche all’ interno di una zona di un medesimo municipio non tutta la rete stradale è compromessa o compromessa allo stesso modo, in sostanza nulle dice in concreto circa il se, il come, il dove e il quando i comportamenti tramite i quali i singoli attori esercitavano il diritto di muoversi liberamente e in sicurezza si sono modificati in senso peggiorativo o sono addirittura venuti meno».

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