16 Ottobre 2017

Class action contro Ama e Comune: come chiedere la restituzione della Tari a Roma

Il passato che si salda al presente. L’esasperazione odierna che, sfruttando una sentenza, rischia di compromettere ulteriormente la situazione. Roma è sporca, la raccolta rifiuti procede a singhiozzo e la differenziata non viene ritirata regolarmente. I problemi sono gli stessi in tutti i quartieri della Capitale, tanto del centro quanto della periferia. Sempre più spesso, negli ultimi giorni, molti quartieri, con i relativi comitati, stanno brandendo una sentenza con la quale preparare una denuncia contro Ama e il Comune. I primi sono stati quelli di Settecamini, periferia est. A ruota i cittadini di San Lorenzo, Parioli e quartiere Trieste. Ora a provare a raccoglierli tutti ci pensa il Codacons che sta organizzando un’azione collettiva che ha come obiettivo la restituzione delle Tari incassata dal Comune dal 2012 ad oggi.

Grimaldello un’ordinanza della Corte di Cassazione, pubblicata a fine settembre 2017. La Corte ha stabilito che i contribuenti hanno sempre diritto alla riduzione della tassa o della tariffa rifiuti in caso di grave disservizio e protratto nella gestione della raccolta, anche se il disservizio non è responsabilità diretta del Comune.

Secondo il Codacons “sulla base di quanto affermato dai giudici, il Comune di Roma e AMA avrebbero dovuto applicare una riduzione sull’imposta comunale dei rifiuti per tutti i cittadini che non hanno potuto usufruire di un regolare servizio di raccolta dei rifiuti. Non avendolo fatto, dovranno ora restituire le somme versate in eccedenza dai cittadini di Roma coinvolti nelle emergenze rifiuti negli ultimi anni, per una maxi-cifra pari a 1,5 miliardi di euro per gli ultimi 5 anni”.

Per questo il Codacons ha dato il via ad un’azione collettiva. “Invitiamo gli utenti romani a ribellarsi e a chiedere in massa la restituzione della tassa rifiuti ingiustamente pagata – afferma il presidente Carlo Rienzi – Si tratta di oltre 1,5 miliardi di euro complessivamente incassati dall’Ama negli ultimi 5 anni e che andavano restituiti sulla base delle disposizioni di legge”.

Le modalità di partecipazione alla Class action si trovano sul sito dell’associazione.

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