20 Gennaio 2010

Class action all’italiana

N ON APRIRA’ forse le porte ai maxi-risarcimenti miliardari che l’ hanno resa celebre negli Stati Uniti. Ma pur diversa (e più limitata), anche da noi finalmente la class action è possibile: un’ arma in più a favore dei consumatori. Introdotta per la prima volta nel luglio del 2008 da Prodi, l’ applicazione della class action all’ italiana venne sospesa perché ritenuta carente dal governo Berlusconi. RIVISTA e resa più equilibrata nel tutelare i diritti dei consumatori e quelli delle imprese (per evitare il proliferare di cause persecutorie) la class action è entrata definitivamente in vigore il 1° gennaio di quest’ anno. Le prime class action patrocinate dal Codacons riguardano le commissioni di massimo scoperto e il calcolo degli interessi sui mutui, mentre è ancora presto per veder partire azioni legali contro pubblica amministrazione perchè mancano i decreti attuativi. scorretti. QUANDO . E’ in vigore dal 1° gennaio di quest’ anno. Sarà possibile esercitare l’ azione collettiva di classe per sanare gli illeciti commessi dal 16 agosto 2009 in poi. COSA. E’ Un’ azione collettiva, promossa da uno o più consumatori che agiscono in proprio oppure dando mandato a un’ associazione di tutela dei loro diritti, per vedersi riconoscere da un giudice il risarcimento dentico al danno subito. Gli altri consumatori interessati, titolari di una stessa pretesa, possono scegliere di aderire all’ azione di classe già promossa senza dover ricorrere all’ avvocato. Resta salva la possibilità di agire individualmente. Quest’ ultima ipotesi però è incompatibile con la scelta di aderire a una class action. COME . La class action potrà essere utilizzata dai consumatori per i difetti di fabbricazione di un prodotto (auto, moto, computer, televisore, ect.) che hanno colpito una pluralità di acquirenti o nell’ ambito di contratti conclusi attraverso modelli e formulari. Esempi classici sono quelli dei rapporti di conto corrente bancario, della stipula di una polizza assicurativa o della fornitura di pubblici servizi (elettricità, gas, acqua, telefonia). Ma sarà possibile anche contro le pratiche commerciali scorrette e i comportamenti anticoncorrenziali, ad esempio contro i cartelli che influenzano i prezzi di beni di largo consumo, anche alimentari, o per sanzionare intese tra banche che rendano più onerosa la chiusura di un conto o il trasferimento di titoli. IL PERCORSO . Per far partire una class action i consumatori, assistiti da un avvocato e eventualmente rappresentati da un’ associazione di consumatori, devono fare ricorso a uno degli undici Tribunali italiani abilitati che dovrebbero prevedere anche sezioni giudicanti speciali per le cause collettive. L’ adesione, una volta ricevuta l’ ammissibilità della causa (il primo, fondamentale passaggio in Tribunale) potrà essere suscitata attraverso la pubblicità (per esempio su Internet). In caso di giudizio finale favorevole la sentenza di condanna prevede il risarcimento del danno che, nel caso di gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, dovrà tenere conto di quanto riconosciuto nelle carte dei servizi. Durante la causa è possibile ricorrere alla conciliazione tra le parti, mentre in caso di cause infondate, chi ha proposto il giudizio con dolo può essere condannato non solo a pagare le spese processuali ma anche una cifra, se l’ altra parte lo richiede, a titolo di risarcimento stabilita dal giudice.

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