“Class action a gennaio“. Ma i consumatori non ci stanno
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fonte:
- la Repubblica
“Class action a gennaio“. Ma i consumatori non ci stanno
Slitta una trentina di cause. Bloccate anche Cirio e bond argentini. Avanti Parmalat
ROMA – “La legge sulla Class Action va ritoccata perché abbiamo il sospetto che così com`è porterebbe a vagoni di ricorsi senza giovare ai consumatori, mentre l`obiettivo deve essere dare giustizia a chi si sente danneggiato“ il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, spiega così i motivi del rinvio di altri sei mesi dell`entrata in vigore della legge che permetterebbe ai consumatori di citare le aziende e ottenere dei rimborsi collettivi. Già sul piede di guerra le associazioni di consumatori pronte a partire dal 30 giugno. Scajola però risponde alle critiche: “Qualcuno ha interpretato il rinvio come un disconoscimento della qualità di quel provvedimento. Ma non è così. Anzi, lo ritengo uno strumento di qualità importante“. Oggi incontrerà il Consiglio nazionale dei consumatori per avviare un confronto con le parti sui punti controversi. Troverà un clima ostile, viste le reazioni delle associazioni presenti nel consiglio (le uniche titolate ad avviare le Class Action secondo la normativa sospesa). Il Codacons afferma: “Ci opporremo a proroghe che appaiono palesemente ordinate dalle grande imprese italiane guidate da Confindustria, il cui intento è affossare i diritti dei consumatori“. Rincara l`Adoc: “Rinviare l`entrata in vigore è la risposta alle pressioni palesemente manifestate delle principali associazioni di categoria imprenditoriali“. Per Cittadinanza Attiva è “un rinvio che sa d`insabbiamento“. Tra i favorevoli invece gli avvocati “Certo ora c`è qualche pericolo di annacquamento – dice Cristina Pagni, legale della Norton Rose – Ma questa non è una legge qualsiasi. E una pausa di riflessione a questo punto è utile“. Sin dal momento dell`approvazione la normativa è apparsa come un compromesso con alcuni elementi di difficile applicazione, ma anche un passo avanti che poneva l`Italia all`avanguardia in Europa. Tra le modifiche allo studio: maggiori meccanismi di “filtro“ delle richieste, soprattutto per evitare la duplicazione di cause analoghe in tribunali diversi; prevedere, ma porre limiti, alla retroattività; inserire la possibilità di conciliare prima del giudizio definitivo. Inoltre un nutrito gruppo di associazioni (sindacati, ambientalisti, comitati di vittime) premono per ampliare la platea dei soggetti abilitati a ricorrere a questi speciali processi. Nel frattempo però la trentina di cause già pronte dovranno aspettare il primo gennaio 2009 molte delle quali, in caso di mancata retroattività, rischiano di saltare. Le più avanzate sono quelle legate ai grandi crac finanziari come Parmalat, Cirio e Argentina. Su Collecchio questa settimana Altroconsumo e Deminor hanno già presentato una causa che potrebbe a questo punto muoversi come causa civile. Poi ci sono le azioni legali sull`anatocismo bancario, le responsabilità da prospetto, i mutui, i produttori di tabacco e giocattoli. A queste si aggiungono quelle sul caro libri scolastici, sullo sblocco dei numeri 144, contro Sky per le sue riviste, quella dei cittadini di Bari contro le Poste che per 20 giorni non hanno consegnato lettere, i produttori di mozzarella di bufala campana contro i responsabili dello scandalo dei rifiuti.
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