21 Agosto 2001

Cittaducale. Altre denunce al Codacons

Cittaducale. Altre denunce al Codacons
Caso-Lipobay,
dopo la morte sospetta
dilaga la psicosi



La Bayer è un pugile alle corde ma riesce ancora a incrociare i guantoni. Da Berlino la farmaceutica tedesca fa sapere che la combinazione Lipobay-Gemfibrozil, il micidiale cocktail responsabile del decadimento muscolare, già dal ?97 era segnalata sul foglietto illustrativo del farmaco. Secondo i chimici di Leverkusen, medici di base e cardiologi avrebbero dovuto trarre le doverose conclusioni. Ai margini della disperata e un po? schizoide difesa, dei monumentali dossier prodotti in tutto il mondo per inchiodare la casa tedesca, restano 52 morti sospette, le polemiche intorno alle procedure di controllo, le dichiarazioni del sottosegretario alla Salute Cursi: «le istruzioni sui farmaci devono essere più chiare» e per quanto ci riguarda, le confessioni di Eugenia Scoppetta, figlia del 71enne pensionato di Cittaducale morto lo scorso 9 luglio nel reparto di Chirurgia dell?ospedale di Terni. In attesa che qualche anima buona decida di convocare intorno a un tavolo medici, farmacisti e industriali per fare chiarezza e promuovere una campagna di informazione decente, restano i dubbi. E sono dubbi atroci. «Intorno alle statine si muove un businness gigantesco – spiega Giorgio Vitali, chimico e ricercatore, consulente esterno alla Informquadri – un plus valore che in parte spiega anche la guerra feroce che le multinazionali Usa stanno portando alla Bayer. Questo non significa che la casa tedesca non abbia colpe, anzi. La verità è che in Italia esiste una legge del 97?, decreto legislativo n° 44, sulla farmacovigilanza che obbliga le case a indicare le controindicazioni dei farmaci. Ebbene, quel decreto continua ad essere del tutto disatteso. Il problema è che le multinazionali del farmaco esercitano pressioni irresistibili».
Irresistibili. Così disperanti che la psicosi dilaga. Nei giorni scorsi, a Cittaducale, un 50enne dipendente Alitalia ha denunciato sintomi ascrivibili a suo modo di vedere all?assunzione di Lipobay. A Cittaducale, come sappiamo, si è anche registrata la prima morte sospetta in Italia. «Al Codacons mi sono rivolta perchè mio padre è morto tra sofferenze atroci. Andrò in fondo, perchè anche noi, noi che non contiamo nulla, non siamo desaparecidos. Il dolore e la morte non sono invisibili». Andrà in fondo Eugenia Scoppetta. Anche se a sconfessare su tutti i fronti la sua linea ci sono ledichiarazioni del professor Puma, il primario di Chirurgia di Terni, numero uno del poole che per una decina di giorni inutilmente tentò di strappare alla morte il pensionato. Lapidario il commento del professore: «Gino Scoppetta è morto perchè la neoplasia polmonare che lo aveva aggredito non gli ha concesso scampo».

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