12 Maggio 2008

“Cittadini di Internet“ insieme per garantire la tutela della privacy

Fisco On-Line: Adiconsum e l`associazione Onlus “Cittadini di Internet“ insieme per garantire la tutela della privacy



La pubblicazione senza regole, in data 30 aprile, da parte del sito dell`Agenzia delle entrate, dei redditi degli italiani relativi all`anno 2005, ha scatenato prima la rincorsa di milioni di internauti al reddito del vicino, poi la bufera di cui tutti siamo a conoscenza. Dai 20 miliardi di risarcimento da ripartire ai contribuenti, chiesti dal Codacons, ai tentativi di difesa da parte dell`ex vice ministro dell`economia Vincenzo Visco che ha ritenuto la decisione solo un atto di dovuta trasparenza, in linea con quanto accade in altri Paesi, soprattutto negli Stati Uniti, nonché ai provvedimenti presi dal Garante della Privacy nei confronti di una decisione che nel nostro Paese non ha precedenti. A circa 10 giorni dalla frittata, Adiconsum e Cittadini di Internet lanciano una petizione per garantire la dovuta tutela della privacy. Dalla mezzanotte di venerdì 9 maggio 2008, attraverso il sito web Adiconsum e quello dell`Associazione Cittadini di Internet, si stanno raccogliendo adesioni per poter presentare una petizione che, pur consentendo la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi, tuteli i contribuenti dal rischio del furto d`identità. Nella foto: l`ex vice ministro dell`Economia, Vincenzo Visco La decisione di diffondere sulla Rete i redditi 2005 degli italiani, infatti, è stata – secondo Cittadini di Internet – una scelta giusta e condivisibile, ma errata nella modalità secondo cui è avvenuta. Questo perché, come rilevato dal Garante per la protezione dei dati personali, l`assenza di filtri e di un sistema di identificazione da parte del richiedente, ha permesso a chiunque di accedere a innumerevoli informazioni sui contribuenti, oltre che di copiarle, modificarle, elaborarle, archiviarle, metterle a disposizione del Peer-to-Peer, e delineare così il profilo di ogni singolo cittadino. Tutto ciò ha messo a rischio l`esattezza di tali dati, esponendo i contribuenti a numerosi rischi tra cui il furto d`identità. Adiconsum e Cittadini di Internet propongono di: Definire un protocollo di trasparenza, che preveda: – l`accesso ai dati previa registrazione – un numero limitato di ricerche per ogni accesso eseguito – motivazione della ricerca – una comunicazione dei dati tracciabile e sicura Aggiungere un PIN al codice fiscale, poiché: – l`inibizione alla diffusione dei dati da parte del Garante per la protezione dei dati personali non elimina il rischio del furto d`identità e di operazioni illegali da parte di coloro che hanno già copiato i file dell`Agenzia delle entrate – il PIN aggiunto all`attuale codice fiscale riduce il rischio, dal momento che esso è necessario per le transazioni commerciali e le operazioni personali (aggiunta già prevista nel progetto relativo alla Carta d`identità elettronica, fermo dal 1999) – tale scelta permette anche di superar il problema delle omonimie dell`attuale codice fiscale e accelererebbe il processo di attivazione della carta d`identità elettronica.

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