5 Maggio 2020

Città ancora chiusa ma tornano auto e calca sulla metro dai Campi flegrei

Napoli Delle folle di potenziali untori nemmeno l’ ombra ieri mattina alla Stazione centrale di Napoli. Una pattuglia di 129 passeggeri, tutti muniti di mascherine, è rientrata in città intorno alle 13: si erano messi in viaggio da Milano alle 7.10, hanno trovato ad attenderli cento agenti di polizia più Asl e Protezione civile. Tutto intorno il deserto. Il serpentone si è incolonnato: misurazione della temperatura, consegna dell’ autocertificazione, con i dati per i controlli durante la quarantena, e poi a casa. NESSUNO CON LA FEBBRE, cosÌ non è stato necessario effettuare i test rapidi. La scena si è ripetuta alle 16.35 e poi ancora verso mezzanotte per un totale di circa 600 persone. Viaggi destinati a diventare extra lusso, denun cia il Codacons: il Frecciarossa da Milano a Napoli il 9 maggio costa 262 euro. LA FASE DUE cominciata ieri assomiglia molto alla fase uno. Molti bar hanno scelto di non aprire. Per adesso è possibile solo l’ asporto su prenotazione: si resta fuori dal locale, l’ addetto ti porta quanto ordinato ma poi non si può bere per strada, ammesso che si riesca a trovare un modo con la mascherina (obbligatoria) sul viso. Sabato scorso un barista al corso Garibaldi è stato scoperto mentre serviva i clienti da una finistrella sulla strada: esercizio chiuso per 5 giorni e clienti multati. I negozi sono ancora fermi, tranne quelli per bambino ma solo due giorni a settimana. A Chiaia molti locali hanno il cartello «Io non riapro». Nel pomeriggio protesta dei commercianti sul lungomare contro governo e regione. SI PUÒ solo andare in edicola, far macia e a fare la spesa. Ma non nei mercati: dovevano riaprire ieri ma il d -day è slittato all’ 11 maggio. Cancelli aperti ieri per la prima volta nei parchi comunali ma solo dalle 8 alle 15.30 e restano vietate le giostrine. Si può fare jogging dalle 6 alle 8.30, la gente può passeggere quando vuole intorno casa ma senza fare assembramenti. IL RITORNO DELLE AUTO è la novità. Chi si deve spostare per lavoro, e può, si organizza con mezzi propri, gli studenti sono fermi così l’ assalto ai bus non c’ è stato ma non tutto è andato liscio. «A bordo dei treni Eav (azienda regionale di trasporti ndr) zero controlli sul distanziamento sociale – la denuncia di Adolfo Vallini dell’ esecutivo Usb -. Centinaia di passeggeri ieri mattina sono stati costretti a viaggiare ammassati sulla Cumana (metro che collega i Campi flegrei con Napoli, ndr) del le 7. Chiediamo di ripristinare l’ interno servizio, oggi erogato al 60%, richiamando in servizio tutti i lavoratori in cassa integrazione». Il presidente dell’ Eav, Umberto De Gregorio, ha poi spiegato: «C’ è stato un problema su un solo treno. La capienza è di circa 400 persone, ridotta a 100 per il distanziamento sociale. Il mezzo lungo il percorso si è affollato arrivando a contenere quasi 180 persone. Da domani verrà rafforzato con una doppia composizione. Il servizio nella fascia mattutina è già al 100%». MA VALLINI spiega: «La Cumana attualmente ferma il servizio dalle 11 alle 15, cosÌ i pendolari si accalcano nelle altre corse. Non ci sono percorsi differenziati: la gente sale e scende sulla stessa banchina, affollandosi, e nessuno sorveglia. Inoltre la capienza dovrebbe essere ridotta ancora poiché un metro quadrato per persona non è sufficiente in un vagone dove le gente si muove». SERVIZIO SENZA SCOSSE per l’ Anm, azienda di mobilità del comune. Metro e funicolari funzionano con un sistema di tornelli che limita gli accessi, rispettivamente 120 e 80 passeggeri a treno. Nien te folla sui bus (max 20 persone), tranne le linee a maggior percorrenza come il 151 che collega Fuorigrotta con la Stazione centrale, in quel caso è stato necessario saltare le fermate. Ma anche qui non va tutto bene. Spiega Vallini: «I conducenti dell’ Anm a piazza Garibaldi si sono arrangiati da soli: hanno raccolto i new jersey abbandonati dalle ditte che hanno fatto il restyling della piazza e hanno creato i corridoi per l’ incarrozzamento, hanno pure comprato il nastro bianco e rosso. I dispositivi di protezione arrivano con il contagocce, una mascherina la facciamo durare 10 giorni. I bus sono sporchi: se passi un foglio sui sediolini diventa nero. La sanificazione si riduce a una spruzzata di cloro quando il mezzo torna nel deposito. Nessuno misura la temperatura ai conducenti, niente tamponi».

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