18 Agosto 2006

Città soffocate dal traffico o dai turisti, e senza soldi per curare i monumenti

Città soffocate dal traffico o dai turisti, e senza soldi per curare i monumenti: una moda che si allarga

E adesso tutti vogliono il ticket Milano, Venezia, le Eolie: per entrare bisogna pagare ROMA Dalla tassa sul lusso al ticket di ingresso fino alla riedizione della vecchia tassa di soggiorno. Imbocca nuove direzioni il dibattito estivo sui costi economici ed ambientali dei grandi flussi turistici, e dalle coste della Sardegna – dove il presidente della Sardegna Soru ha preso di mira seconde case costiere e mega-yacht – si estende a macchia d`olio tra le Dolomiti e le isole siciliane, chiamando in causa stavolta il ticket d`ingresso anche nei centri urbani.Tra i primi a rilanciare il nuovo tema il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che sta pensando ad un ticket per far fronte ai costi che 20 milioni di turisti l`anno fanno ricadere sui servizi della città, mentre la sua collega Letizia Moratti annuncia, da Milano, che da inizio 2007 sarà introdotta in via sperimentale la “pollution charge“, pedaggio d`ingresso per tutti i veicoli legato alle emissioni inquinanti. Un`iniziativa che potrà contare sull`appoggio di Legambiente. “Se davvero il sindaco di Milano – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Roberto Della Seta- introdurrà un ticket d`ingresso per i non residenti che vogliono circolare in automobile a Milano, Legambiente sosterrà con forza e convinzione questa sperimentazione, che porrebbe la seconda città italiana all`avanguardia in Europa nella lotta allo smog e al traffico, accanto a Londra e ad altre grandi città come Oslo“. Una strada quest`ultima comunque già percorsa, con i dovuti distinguo, dal primo cittadino di Bologna Sergio Cofferati, che da qualche mese applica il ticket sull`entrata delle auto nelle Ztl (Zona a traffico limitato) del centro, con strette limitazioni sugli ingressi mensili consentiti. Sull`esempio di altre città europee come Londra, dove dal 2003 per entrare nella “zona blu“ si pagano fior di sterline, ma anche, più modestamente, del versante altoatesino del Passo Rombo, dove chi transita anche sul lato austriaco paga in quel Paese circa 13 euro, importo destinato per il 20% alle casse della Provincia di Bolzano. Anche se il presidente della stessa Provincia Durnwalder vorrebbe da tempo introdurre il pedaggio anche su altri passi dolomitici, per ridurre il traffico e aumentare la sicurezza sulle strade di montagna.Dalle Alpi alle sempre più intasate isole Eolie in Sicilia, e dove il sindaco Mariano Bruno annuncia: dal prossimo anno il ticket di ingresso, già applicato, passa da 1 a 5 euro. “Attualmente – spiega Bruno – i turisti pagano 1 euro, mentre chi scala i vulcani 3 euro. È un ticket d`ingresso che abbiamo istituito nel 2002. Veniamo violentati ogni giorno da barconi provenienti dalla costa calabrese e siciliana. I turisti “mordi e fuggi“, gente a cui non importa il patrimonio storico-naturalistico dell`isola. Loro si permettono di andare dove gli pare con le barche, lasciano i rifiuti a terra, e non spendono soldi sull`isola, se va bene comprano un souvenir o mangiano in un ristorante. E parliamo di una media di 50 mila visitatori fra tutte le isole“.“La sera tra le 17 e le 19 – racconta Bruno – nell`area portuale si ammassano 4-5 mila turisti, che aspettano i barconi per ripartire. Chi li porta ha il suo guadagno, ma per noi tanta gente sul porto diventa anche un problema di sicurezza e ordine pubblico. A questi vanno aggiunti ovviamente tutti i privati che arrivano con i mezzi propri o con quelli di linea. In questo momento ci sono all`incirca tra i 1.500 e i 2.000 natanti ormeggiati nei moli delle Eolie“. A Venezia invece i bus pagano gli ingressi nella Ztl e i turisti ora versano 5 euro per salire in vaporetto, cinque volte tanto i titolari di Carta Venezia. Ma per le casse di un Comune dove il centro storico conta meno di 60 mila abitanti ancora non basta. Da qui il rilancio di Cacciari sul vecchio ticket, tema che del resto agita le cronache cittadine da almeno 20 anni. Per il Codacons, per bocca del presidente regionale Franco Conte, serve non il ticket, “ma un numero contingentato di accessi a Venezia“, sul modello delle salite programmate sulla Torre Eiffel. Ma intanto nel dibattito si inserisce anche Verona, dove l`assessore al bilancio Giancarlo Frigo ha dichiaratamente rispolverato la vecchia tassa di soggiorno: una cifra modica che per esempio possono riscuotere, per conto del Comune, gli albergatori, ma anche le società autostradali ai caselli per la città. E che potrebbe andare a vantaggio, per esempio, della Fondazione Arena. Perché é anche questo il nodo della questione: non solo di difendere l`ambiente e i delicati tessuti urbani si tratta, ma anche di venire in soccorso di casse comunali troppo esangui per sostenere tutti i costi cui sono chiamate.Luciana Borsatti.

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