Città di Castello sotto choc A Riccione rabbia e lutto
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fonte:
- Il Giornale dell'Umbria
CITTÀ DI CASTELLO – Una comunità sotto choc. La tragica morte di Lamberto Lucaccioni ha lasciato la comunità tifernate senza parole. La famiglia del 16enne è molto conosciuta e stimata. All’ incredulità per le cause “presunte” della morte del ragazzo (sin da subito i molti media hanno dato per certa la morte causata dall’ assunzione di ecstasy), si unisce lo sgomento. Rispetto per la memoria di Lamberto e per il dolore della sua famiglia è quanto chiede il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta. Il primo cittadino ha ribadito la stima che nutre per i genitori della vittima, persone di altissima dirittura morale. Renata Tosi, primo cittadino di Riccione è addolorata e decisa a fare quanto in suo potere perché la sua città diventi sempre più un luogo di gioia e non di morte. Dal primo cittadino le più sentite condoglianze alle famiglia. «Oggi è un giorno di lutto», ha detto. Ieri pomeriggio la Tosi ha convocato d’ urgenza una riunione di Giunta al fine di avere un quadro più completo possibile della situazione. «Come amministrazione – si legge in un comunicato ufficiale del Comune – siamo fermamente impegnati a contrastare ogni forma di eccesso. Su questo non smetteremo di vigilare nè di intervenire con forte determinazione, pronti anche a decisioni radicali». IL MINISTRO LORENZIN «La droga ti condiziona la vita e ti manda in pappa il cervello (…) il più grande danno che si possa fare ai giovani è proprio quello di non dare loro un messaggio coerente», ha commentato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che invita a battersi contro l’ utilizzo di tutti i tipi di sostanze stupefacenti. IL COCORICÒ La notissima discoteca, nella top 20 dei locali più in a livello internazionale (il mensile britannico DjMag l’ ha incoronata più importante discoteca italiana e 16esima nel ranking mondiale), ieri, ha listato la sua pagina Face book a lutto. I gestori del locale, poi, hanno tenuto a ricordare come da tempo sia stata avviata una campagna fi SAN PATRIGNANO Sulla vicenda ha diffuso una nota anche la comuità San Patrignano. «Non è passato neppure un mese dall’ evento “Sano divertimento” che abbiamo realizzato assieme al Cocoricò all’ interno dell’ auditorium di San Patrignano. (…) Oggi la terribile notizia di un giovane di 16 anni stroncato dall’ ecstasy all’ interno di quel lo cale. Non possiamo che stringerci alla sua famiglia». «Invitando il Cocoricò – si legge ancora nella nota di Sanpatrignano – pensiamo di aver fatto la scelta giusta, convinti che solo dando l’ esempio, solo mostrando ai giovani cosa sia il vero divertimento, possano fare un passo indietro. Un passo indietro che in primis lo deve fare però la società stessa, in cui è considerato sempre più normale “farsi una striscia di coca” o “calarsi una pasticca” in discoteca, una società in cui per i giovani la parola divertimento è diventata ormai sinonimo di trasgressione. In fondo come dargli torto se ogni giorno leggiamo sui giornali una propaganda senza fine pro legalizzazione, con 218 parlamentari che continuano a dare messaggi distorti ai nostri giovani così bisognosi di punti di riferimento veri?». LA DENUNCIA DEL CODACONS «Se nel corso delle indagini emergerà che la droga che ha portato alla morte del sedicenne è stata assunta all’ interno del locale, dovrà essere disposta la chiusura della discoteca Cocoricò». Lo afferma il Codacons, commentando il decesso del ragazzo che la scorsa notte, mentre era con altri amici nel locale di Riccione, si è improvvisamente sentito male. «Discoteche e locali hanno il compito di vigilare su ciò che accade all’ interno delle strutture, e di vietare l’ ingresso e la vendita di droghe nelle aree di loro competenza – spiega, in una nota, l’ associazione presieduta da Carlo Rienzi -. Se la morte del 16enne è avvenuta a causa di ectasy assunta all’ interno della discoteca, ciò significa che i controlli da parte della struttura sono stati inidonei, e pertanto chiederemo la chiusura del Cocoricò».
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