2 Settembre 2004

Cisl e Federconsumatori no agli aumenti dei treni

Cisl e Federconsumatori no agli aumenti dei treni





I nuovi aumenti tariffari per il trasporto lombardo hanno provocato le reazioni di alcune associazioni di difesa dei consumatori. Proprio sull?argomento era intervenuta l?altro ieri la Fit-Cisl accusando la Regione di «incapacità politica». «Si tratta di un aumento – spiega Federconsumatori – che per gli abbonati che utilizzano le linee ferroviarie regionali significa pagare il 2,2 per cento in più di una tariffa che, due anni fa, aveva avuto incrementi che variavano dal 15 al 30 per cento rispetto alle preesistenti».
La Federconsumatori lombarda ritiene quindi necessario «poter verificare le scelte finanziarie e contrattuali della Regione e considera socialmente iniquo il provvedimento che ha portato agli aumenti».
Il presidente del Codacons, Marco Donzelli, parla, invece, di «strategia mirata di Formigoni che cerca di disincentivare l?uso del trasporto pubblico attraverso un aumento che, in tre anni, ha raggiunto il 25 per cento per i treni locali. Inoltre, il servizio offerto è pessimo: manca la qualità e i ritardi sono sistematici. A dirlo non siamo noi, ma i pendolari arrabbiati».
Il rientro dalle ferie estive per i pendolari lombardi ha significato fare i conti con l?aumento delle tariffe ferroviarie. «Si tratta di un aumento del 2,2 per cento medio – aveva spiegato la Fit-Cisl in una nota – che sarebbe giustificato a fronte di un miglioramento qualitativo e di un aumento quantitativo dei treni. Cosa che non si vede in Lombardia».
I tagli estivi, secondo la Fit-Cisl, sono stati di 382 treni su 1.378 giornalieri: «Se la Regione non sa utilizzare il potere di trattativa con le società ferroviarie, ammetta allora la sua incapacità e restituisca allo Stato le deleghe amministrative e le risorse economiche da tempo ricevute».
«La Lombardia – concludeva la Fit-Cisl – ha le tariffe più care d?Italia, ma produce il peggior servizio ferroviario per i ritardi derivanti dalla grave carenza di convogli e per la sempre minore manutenzione effettuata ai 1.800 Km di rete lombarda».
La Regione Lombardia, in una nota, respinge le polemiche e le accuse del presidente del Codacons circa gli adeguamenti tariffari del trasporto pubblico e giudica «delirante parlare di strategia mirata a disincentivare l`uso del trasporto pubblico». «Gli adeguamenti tariffari – precisa la nota – sono obbligatori per legge nazionale. La Regione Lombardia ha deciso di mantenerli addirittura ben al di sotto dell`inflazione: 2,2 per cento, mentre il costo della vita (dati Istat sugli ultimi due anni) è aumentato del 4,51%. Un impegno forte, quello della Regione, proprio per non penalizzare i pendolari e favorire l`uso del mezzo pubblico».
«Quanto agli aumenti di due anni fa – prosegue la nota – da un lato anch`essi erano determinati dalla necessità di recuperare almeno in parte l`inflazione del lungo periodo precedente, dall`altro la Regione li applicò impegnando le aziende di trasporto a precisi aumenti e miglioramenti del servizio pena forti sanzioni». «Va ricordato ancora – prosegue la nota – che proprio per migliorare i servizi la Regione Lombardia è la prima in Italia ad aver avviato il processo di liberalizzazione e quindi le gare».
«La spinta della Regione Lombardia all`uso del trasporto pubblico, specie su rotaia – conclude il Pirellone – è inconfutabilmente dimostrato, contro ogni chiacchiera demagogica, dal fatto che il Piano decennale delle Infrastrutture destina oltre il 60 per cento degli 80 miliardi di euro stanziati proprio alle ferrovie».

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