Cirio, gli advisor: «Via Cragnotti»
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fonte:
- Il Messaggero
Cirio, gli advisor: «Via Cragnotti»
Il finanziere: «Non mi dimetto». Governo in campo, si cercano nuovi consulenti
MILANO ? Sergio Cragnotti è con le spalle al muro, ma la salvezza potrebbe arrivare dal governo. La banca d?affari Rothschild e Guido Roberto Vitale, gli advisor interpellati per mettere a punto il piano di ristrutturazione finanziaria del gruppo indispensabile per evitare il fallimento, spalleggiati dalle banche creditrici, avrebbero infatti posto una precisa condizione per accettare l?incarico di consulenza: l?attuale numero uno del gruppo deve andarsene. Ma in serata, al termine di una giornata convulsa, il padrone della Lazio ha scandito: «Non mi dimetto, le voci di queste ore sono state messe in giro dai miei nemici. Sono sereno e calmo perché la calma è la virtù dei forti».
La speranza di Cragnotti – sottolineata esplicitamente dal suo entourage – è che sia il governo a prendere in mano la situazione e a consentirgli di rimanere ancora in sella. Ieri pomeriggio infatti il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno (An), ha convocato al ministero il finanziere per esaminare la crisi e ha chiesto l?apertura di un confronto tra la Cirio e il sistema bancario. Una sorta di appello alle banche che dovrebbe servire anche a garantire la salvaguardia dell?occupazione, delle strutture produttive e della presenza sul mercato internazionale del marchio italiano.
La dichiarazione del padrone della Lazio rende ora praticamente impossibile l?affidamento dell?incarico di consulenza a Rothschild e Vitale. La Cirio, secondo quanto riferito da fonti vicine al finanziere romano, sta infatti già cercando nuovi advisor meno sensibili alle pressioni delle banche dei due indicati dallo stesso Cragnotti lunedì sera e sostanzialmente ricusati il giorno dopo. «Abbiamo già individuato un nuovo advisor», hanno detto le stesse fonti, lamentando la mancata volontà delle banche di venire incontro alle esigenze del gruppo.
La situazione insomma resta difficile e confusa. Qualche novità potrebbe arrivare oggi dal consiglio di amministrazione della società, dove verrà fatto il punto della situazione. Inizialmente convocata per le 15.30, la riunione, anche alla luce dell?intervento del governo, è stata spostata alle 18 per consentire nuovi approfondimenti con i consulenti e il trustee, l?organismo incaricato di difendere gli interessi degli obbligazionisti, che la scorsa settimana ha dichiarato l?inadempienza del gruppo su un bond da 150 milioni di euro. Quel che appare certo è che l?addio di Cragnotti, che secondo Rothschild e Vitale avrebbe consentito di imprimere al gruppo quel cambiamento di rotta radicale indispensabile per presentare un piano di risanamento credibile, apparso vicino nel pomeriggio, in serata si allontanava.
In Borsa intanto i titoli della Cirio sono rimasti sospesi per il quinto giorno consecutivo e fino a che non ci saranno fatti nuovi le contrattazioni rimarranno ferme. A Piazza Affari ha recuperato invece leggermente terreno la Lazio (+0,78% a 0,5301 euro), che dall?inizio della crisi della Cirio però accusa un calo intorno al 14%.
L?inadempienza del gruppo, che non ha ripagato un prestito da 150 milioni di euro scaduto la scorsa settimana, nel frattempo scatena le proteste delle associazioni dei consumatori, sobillate anche dalle dichiarazioni di Giuseppe Zadra, direttore generale dell`Associazione bancaria italiana, secondo il quale i prodotti venduti dalle banche sono «sempre accompagnati da prospetti chiari e ricchi di dati». Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno criticato «l`assenza di stringenti controlli preventivi delle autorità vigilanti» e l?assenza di un prospetto informativo in lingua italiana che avvertisse i risparmiatori dei rischi a cui andavano incontro comprando i bond Cirio.
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