11 Giugno 2004

Cirio e Parmalat, i rimborsi degli istituti a quota 4.500

Ma l?Adusbef: rari i risarcimenti integrali. Banca Intesa: decisioni prese insieme ai consumatori



Cirio e Parmalat, i rimborsi degli istituti a quota 4.500


Per Unicredito la commissione di garanzia ha analizzato 1.564 domande, 714 restituzioni



MILANO – Mettendoli tutti insieme gli obbligazionisti che hanno ottenuto una proposta di rimborso dalla propria banca sul fronte dei corporate bond – Cirio, Parmalat e Giacomelli – non arrivano a quota 4.500. Si tratta del 3,6% dei risparmiatori coinvolti nei due crac delle famiglie Cragnotti e Tanzi. Quindi una percentuale ridotta che riunisce qualche risarcimento integrale e la massa fatta di famiglie che hanno ottenuto un rimborso parziale. Anche se le procedure sono ancora in atto e, in ogni caso, le banche si basano sulle domande di ristoro dei clienti. Solo per Capitalia l?operazione ha sostanzialmente chiuso i battenti. La banca romana ha stabilito 3.612 rimborsi. Di questi 647 hanno ottenuto un rimborso al 100% (meno il valore del titolo e le cedole incassate). Gli altri hanno avuto accesso al rimborso al 50% (meno le stesse voci). Rimangono 107 casi che saranno valutati da una commissione. Unicredito ha ricevuto circa 4.000 richieste sui bond Cirio (i termini sono chiusi) e la commissione ha analizzato 1.564 domande proponendo l`indennizzo in 714 casi. Ancora. Il Sanpaolo ha ricevuto 1.000 domande (Cirio). Ne ha analizzate 250 e ha proposto un risarcimento in 50 casi. Mentre Banca Intesa, che ha dato il via da poco ai tavoli di conciliazione per Cirio, Parmalat e Giacomelli (si può fare domanda fino al 30 giugno), ha analizzato «qualche centinaio» di casi. Tra questi alcuni rimborsi sono al 100%. Anche se Elio Lannutti dell?Adusbef ieri si è mostrato «deluso» di come sta procedendo il piano dell?istituto milanese: «Troppo rari i rimborsi integrali». «Decisioni paritetiche prese con le associazioni» ha risposto la stessa banca. Sempre ieri è arrivata anche la reazione del Codacons dopo le accuse del risparmiatore di Savona, primo rimborsato integrale Parmalat reso noto dall?associazione, che si era detto «sfruttato per fini elettorali». Antonino Bertolini, ha fatto sapere il Codacons, «aveva firmato il consenso al trattamento dei dati personali».


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