20 Novembre 2002

Cirio: Dichiarata l?inadempienza

Dichiarata l?inadempienza
probabile il coinvolgimento
delle altre obbligazioni

Ma il titolo vola: +14%

Importante verifica oggi sulla vicenda Cirio che ieri ha ricevuto la comunicazione di cross default da parte del Trustee inglese che ritiene l`azienda completamente inadempiente. I creditori inglesi non hanno ancora adempiuto alle procedure per un immediato rientro dei finanziamenti, quello che in gergo tecnico viene definita acceleration, ma certo i nuovi sviluppi impongono tempi serrati per una soluzione negoziale: un piano finanziario di ristrutturazione che coinvolga anche le banche creditrici.
Oggi l`advisor scelto dalla Cirio, Ubaldo Livolsi, dovrebbe arrivare a Roma per una presa di contatti più diretta con il gruppo e gli istituti di credito più esposti, propedeutica alla definizione del piano industriale che, si dice, dovrebbe essere pronto tra la fine di questa settimana e l`inizio della prossima. Resta però fermo un punto: «Nessuna offerta verrà presa in considerazione fino a quando il piano di ristrutturazione non sarà stato messo a punto». E così, tutte le trattative teoriche, la Lazio in primis, restano in stand by.
L`esistenza delle condizioni per il cross default dei titoli Cirio, certificata ieri dal trustee londinese Law Debenture Trust, non cambia sostanzialmente le carte in tavola. E lo stesso tribunale londinese, come da prassi, si sarebbe riservato un periodo di tempo prima di dichiarare il fallimento. La decisione di dichiarare il cross default non implica insomma che tutte le obbligazioni debbano venir rimborsate «immediatamente», ha sottolineato ieri un rappresentante del Trustee, aggiungendo che «tale dichiarazione non vuol dire automaticamente richiedere il pagamento di tutte le obbligazioni, secondo quanto previsto dallo statuto dei bond».
L`azienda stessa ha precisato che l`iniziativa del Trustee non comportano l?acceleration, la decadenza cioè del beneficio del termine sugli altri prestiti obbligazionari emessi da Cirio, per la quale è necessaria la determinazione degli obbligazionisti medesimi. L`impressione è che ci vorrà ancora del tempo prima che gli obbligazionisti decidano di forzare la mano. «Le voci di manifestazioni di interesse per la Lazio o per la Del Monte Pacific – notano gli operatori – testimoniano che comunque gli asset sono appetibili. E anche la Borsa sembra crederci e poi gli altri titoli minacciati dal cross default hanno tutto sommato una scadenza non ravvicinatissima. E non è detto quindi che nei prossimi mesi non possano sfuggire all`insolvenza».
Intanto, dopo i crolli delle scorse sedute, il titolo ha recuperato a Piazza Affari chiudendo con un guadagno del 14,29% a 0,16 euro.
Confcooperative «sostiene la posizione di Conserve Italia, che è interessata alla gestione e all`acquisizione della Cirio nel settore che la riguarda». La conferma è venuta ieri dal presidente di Confcooperative, Luigi Marino, che ha definito l`operazione «molto, molto interessante sotto il profilo delle sinergie. Noi ci siamo dichiarati disponibili – ha aggiunto – sia per difendere la produzione italiana che rappresentiamo largamente, sia che il marchio continui a rappresentare il pomodoro italiano». Chi invece si è chiamato fuori è la Sita (Granarolo) che ha dichiarato di «non essere interessata nel modo più assoluto».
L?ipotesi di una cordata di imprenditori meridionali per l`acquisto della Cirio, ventilata nelle ultime ore, non è stata esclusa dall`industriale pugliese Divella, titolare dell?omonimo pastificio di Rutigliano in provincia di Bari, anche se ha aggiunto che è «presto per dirlo». «Vedremo nei prossimi giorni – ha spiegato – ma nessuno può restare insensibile al tracollo di un marchio così prestigioso per il Made in Italy».
Intanto, l?Intesa dei consumatori (Adusbef, Codacons, Adoc e Federconsumatori) è pronta ad assistere gli obbligazionisti Cirio e non esclude di citare le banche in tribunale se la società di Sergio Cragnotti verrà dichiarata insolvente. In questo modo, dice una nota dell`Intesa Consumatori, sarà possibile valutare se le operazioni finanziarie condotte con le emissioni di bond Cirio sono state condotte nel rispetto della legge.

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