Cirio, Cragnotti e Geronzi condannati per il maxicrac
ROMA Sergio Cragnotti è stato condannato a 9 anni di reclusione per il crac del gruppo agroalimentare Cirio. Comminati 4 anni all’ ex presidente della Banca di Roma Cesare Geronzi. I giudici della prima sezione penale del tribunale di Roma hanno riconosciuto la colpevolezza anche del genero dell’ ex patron della Lazio, Filippo Fucile, per il quale è stata stabilita una pena di 4 anni e 6 mesi. Per Andrea Cragnotti la condanna è stata di 4 anni, per Elisabetta e Massimo, invece, di 3. Le richieste dei pubblici ministeri erano state più severe. Per Cragnotti era stata chiesta una condanna a 15 anni, mentre per Geronzi erano stati sollecitati 6 anni. L’ ex amministratore delegato della Banca popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani, è stato invece assolto. Cadute le accuse anche per Flora Pizzichemi, la moglie di Sergio Cragnotti. Per questa i pm avevano chiesto 6 anni. E così per Fiorani. Il tribunale ha stabilito un risarcimento per i risparmiatori che avevano comprato i bond Cririo: duecento milioni di euro in via provvisionale. Questa la somma che Unicredit, in qualità di responsabile civile, e gli imputati riconosciuti colpevoli al processo Cirio dovranno versare, come risarcimento, all’ amministrazione straordinaria del gruppo agroalimentare. Furono 35mila i risparmiatori coinvolti, con le cedole bruciarono 1,2 miliardi di euro. Amaro il commento del Codacons: «E’ stato riconosciuto come risarcimento, un 5 per cento del valore nominale delle azioni od obbligazioni che erano state acquistate e che finirono in fumo. Ma c’ è stata la determinazione del diritto a riconoscere i diritti davanti al tribunale civile», ha detto l’ avvocato Claudio Coratella. I condannati ricorreranno in appello.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- CRACK FINANZIARI
