Cirio: C`E` Accordo Con Rabobank, Manterra` Del Monte
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fonte:
- Ansa
Accordo tra Cirio e Rabobank, con la banca olandese che non è intenzionata a vendere le azioni che ha in garanzia. Per Cirio Finanziaria, inoltre, è esclusa qualsiasi ipotesi di `delisting`, o ritiro dalla quotazione alla borsa di Milano. Alla Consob, infatti, la società si è limitata a chiedere una proroga per la pubblicazione del bilancio semestrale.
Lo dice all`ANSA un`autorevole fonte finanziaria, vicina al dossier Cirio. L`accordo con Rabobank permette alla società – che nei giorni scorsi aveva ammesso di aver praticamente perso il controllo della brasiliana Bombril e ha messo in forse il controllo sulla Del Monte – di mantenere uno dei marchi più i portanti, e rende la strada per un risanamento meno in salita.
“La Rabobank non ha alcuna intenzione di vendere le azioni della Cirio Del Monte Foods International“, ha detto la fonte. Sulle azioni dela società, licenziataria del marchio Del Monte, Rabobank vanta una garanzia bancaria a fronte della linea di credito di 30 milioni di euro concessa alla Cirio Del Monte NV e mai rimborsata.
“Con Rabobank – aggiunge la fonte – c`é un rapporto positivo e pragmatico, ma la volontà di entrambi e di andare avanti e sostenere il marchio Del Monte. La banca è soddisfatta della tutela dei suoi diritti in base alla legge italiana“.
Si allontana anche l`ipotesi di ritirare il titolo Cirio Finanziaria dalla sua quotazione a Piazza Affari, circolata su alcuni giornali la scorsa settimana. In proposito la fonte fa sapere che “si tratta di un`ipotesi assolutamente non accreditabile“, e che “non c`é alcuna intenzione di procedere al `delisting“`.
Il titolo rimarrà in borsa, dunque, e i colloqui che negli ultimi giorni alcuni dirigenti della Cirio hanno intrattenuto con i tecnici della Consob hanno riguardato un altro problema, quello della pubblicazione del bilancio della Cirio Finanziaria. Il bilancio “in questo interim in cui si trova la società presenta delle difficoltà tecniche“ – spiega la fonte – e per questo è stata chiesta alla Consob una proroga rispetto al termine naturale del 15 settembre.
Arriverà invece poco dopo tale data la relazione che i tre commissari giudiziali stanno preparando, e che conterrà una valutazione sulla possibilità di rimettere in sesto il gruppo alimentare. I commissari giudiziali, infatti – che nel caso si proceda con la legge Prodi-bis verso l`amministrazione straordinaria diventeranno commissari straordinari – hanno chiesto al tribunale di Roma una proroga di “dieci-quindici giorni“ rispetto alla scadenza del 13 settembre, dice la fonte.
Il rapporto, quindi, che conterrà valutazioni sul rilancio della Cirio, sull`opportunità di eventuali dismissioni e probabilmente anche sul futuro rimborso degli obbligazionisti traditi dai Cirio-bond, arriverà quindi intorno al 23-25 settembre.
Non si placano, intanto, le polemiche sui Cirio-bond e soprattutto sulle modalità del loro collocamento da parte delle banche. In una nota emessa stamattina le associazioni dei consumatori Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno annunciato che chiameranno in causa le banche e i dirigenti coinvolti e chiederanno l`interdizione dell`attività creditizia “di banchieri che, come già risulta inconfondibilmente dagli atti, hanno scaricato si risparmiatori 1,150 miliardi di crediti allegri in precedenza concessi ad un finanziere d`assalto“.
Le associazioni hanno definito “pilatesche“ le risposte della Banca d`Italia che “tenta di addossare alla Consob, per occultarle, le sue gravissime responsabilità di omessa vigilanza“. E per questo “richiamano l`istituto di vigilanza al rispetto di un ruolo istituzionale più sobrio e super partes e di astenersi dal brindare con banchieri ritenuti i principali indiziati di un crack annunciato“.
La posizione delle associazioni viene dopo la pubblicazione da parte della stampa, ieri, di alcuni dettagli dell`interrogatorio dell`ex patron della Cirio Sergio Cragnotti da parte della procura di Monza, in cui sarebbero emerse indicazioni sui banchieri responsabili del collocamento dei bond.
Decisa la risposta da parte delle banche chiamate in causa. Capitalia ha fatto sapere ieri che il gruppo “non ha partecipato, direttamente o indirettamente, ad alcun collocamento di obbligazioni del Gruppo Cirio da oltre due anni e cioé a partire dal giugno 2001. E` pertanto ovviamente privo di fondamento quanto riferito in merito al ruolo del Gruppo Capitalia o di suoi dirigenti relativamente alle recenti emissioni di obbligazioni del Gruppo Cirio“. E l`altra banca chiamata in causa, Abaxbank, precisa di non aver “mai avuto alcun ruolo di banca finanziatrice del Gruppo Cirio“, e che in merito alle “presunte dichiarazioni rilasciate da Sergio Cragnotti alla Procura di Monza e riguardanti l`attività svolta da Abaxbank“ nei confronti della società agroalimentare “si riserva il diritto di adire le vie legali per tutelarsi da dichiarazioni o ricostruzioni lesive della verità dei fatti e della propria reputazione“.
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