22 Novembre 2010

Cirio bond

Congelati tutti i rimborsi

Il totale ancora da rimborsare dei Cirio bond. La cifra corrisponde all’ 87 per cento delle emissioni sottoscritte dai risparmiatori. Una famiglia di Ragusa ne ha acquistate per 200 mila euro. «Siamo ancora in possesso di obbligazioni Cirio – ha scritto la scorsa settimana all’ Adiconsum -. Volevamo sapere se è possibile fare qualcosa per recuperare questo investimento. Il direttore della banca ci dice che non hanno responsabilità, per loro è un caso chiuso». Un risparmiatore di Pavia racconta invece al CorrierEconomia che, in quelle obbligazioni, ha impegnato 15 mila euro: «La liquidazione di mia moglie, impiegata. Sono le Cirio Holding Luxembourg, ce le aveva consigliate la Popolare di Novara. Non abbiamo visto rimborsi. Quando chiediamo alla banca, ci guardano con aria sconsolata». Sono solo due casi, fra tanti. Che fine hanno fatto i rimborsi dei Cirio bond, a sette anni dal crac? Tutti bloccati. La situazione è la stessa di tre anni fa. Vale a dire: è stato rimborsato soltanto il 10% del valore, 115 milioni su Bocche cucite 1,125 miliardi di euro. E’ questa l’ incredibile notizia che si apprende, e con fatica, cercando di approfondire il caso Cirio. «Nulla è cambiato rispetto al 2007 – dice il commissario straordinario Luigi Farenga, che con Lucio Francario e Attilio Zimatore segue la liquidazione del gruppo -. Abbiamo altri creditori prima dei risparmiatori». E’ l’ unica informazione concessa: per il resto, i tre commissari che devono occuparsi dei rimborsi ai creditori di Cirio, in amministrazione straordinaria dal 2003, si rifiutano di dare conferme e dettagli. E di chiarire perché, in tre anni, nonostante gli annunci di rimborso imminenti, dati da Farenga, di almeno due emissioni (22,5 milioni per la Del Monte Finance Luxemburg e 19,5 per la Cirio Del Monte: soldi mai partiti, dunque), non sia stato fatto nulla per i sottoscrittori dei bond. I commissari rimandano ai documenti ufficiali: fermi, però, al 31 dicembre 2008. E anche al Tribunale di Roma non sembrano reperibili i dati aggiornati. Le sei emissioni Se «nulla è cambiato» rispetto al 2007, ecco dunque la situazione dei risarcimenti per ciascuna delle sei emissioni Cirio, oggi come tre anni fa (vedi tabella). L’ obbligazione Cirio Finance Luxemburg, che era in due tranche ( scadenza 2002 e 2003), ha avuto rimborsi per 20 milioni su 150: il 13%. E la Del Monte Finance Luxemburg, scadenza 2004, per 95 milioni su 200: il 47,5%. Stop. Queste erano le emissioni più solide, perché garantite da una vera azienda, la Cirio Del Monte: non da una finanziaria come le altre tre. I cui sottoscrittori non hanno avuto nulla. Zero euro, dunque, a chi ha comperato la Cirio Finanziaria, la Cirio Holding Luxemburg, la Cirio Del Monte Nv. In questi giorni il Codacons sta inviando lettere a 30 mila risparmiatori che hanno in portafoglio i bond Cirio. «E’ tutto bloccato, li invitiamo a fare causa individuale – spiega il presidente, Carlo Rienzi -. Bisogna costringere le banche con atti di forza». «La situazione è quella iniziale – conferma Fabio Picciolini, segretario nazionale di Adiconsum -. Il riparto atteso al novembre 2009 per la Cirio del Monte NV non ci risulta mai arrivato. Con la vendita della controllata Cisim Food sono stati pagati i creditori privilegiati. E Palazzo Valenziani, la sede della Cirio, non risulta essere ancora stato venduto (i commissari ne avevano annunciato la cessione già nel 2006, contando di ricavarne 3-4 milioni ndr. ). E’ molto grave. Perché è tutto fermo?». Il processo Il processo Cirio si sta per chiudere, l’ istruttoria dibattimentale è alla fine. Questa settimana dovrebbe iniziare il controesame, con le domande dei tre pubblici ministeri Paola Filippi, Rodolfo Sabelli e Gustavo De Marinis ai consulenti tecnici della difesa. Per i bond, l’ ipotesi di reato per l’ ex patron Sergio Cragnotti è la truffa: le obbligazioni sono servite, dice l’ accusa, a ripianare i suoi debiti con la Banca di Roma. La sentenza è attesa per febbraio-marzo. Se sarà sfavorevole a Cragnotti, potrebbe in teoria aprirsi uno spiraglio per i risparmiatori: risarcimento danni da bancarotta. «Poca cosa, però, probabilmente – dice l’ avvocato Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo -. Difficile che disponga di beni sui quali i creditori si possano rivalere».

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